Figliuolo, vaccinare i 200mila lavoratori della scuola mancanti. Saranno contattati dalle Regioni

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Su circa un milione e 400mila lavoratori, mancherebbero all’appello 227.970 soggetti che non hanno ricevuto ancora la prima dose di vaccino. Questi i numeri risalenti al 23 giugno scorso, a fronte di una copertura nazionale dell’84%.

In alcune regioni la percentuale degli assenti sarebbe del 25%, in particolare in: Campania, Sicilia, Liguria, Sardegna e Umbria.  Con un rallentamento delle somministrazioni al personale della scuola che nell’ultima settimana ha fatto segnare un numero inferiore all’1%.

Figliuolo chiede, quindi, alle Regioni di “attuare in maniera più incisiva il metodo di raggiungimento attivo di questi cittadini, provvedendo a prenotare gli aderenti e comunicando alla struttura del commissario entro il 20 agosto il numero dei soggetti impossibilitati ad aderire alla campagna vaccinale per motivi sanitari e di quelli che hanno manifestato la volontà di non aderire alla suddetta campagna“.

Altro obiettivo, in vista della riapertura della scuola, sarebbe quello della vaccinazione degli adolescenti tra i 12 e i 16 anni. In questa direzione arriva l’appello della Fimp che ritiene fondamentale per evitare la diffusione delle nuove varianti. Scrivono, infatti “è ormai dimostrato che i minori si ammalano con la stessa incidenza degli adulti, pur con percentuali di gravità fortunatamente più basse, e che rappresentano una potenziale fonte di diffusione del virus in tutti gli ambiti di vita frequentati”.

Intanto, sulle misure di sicurezza per il rientro a settembre, una commissione dei ministeri della Salute e dell’Istruzione, dell’Istituto superiore di sanità e di Inail si è già riunita. Probabilmente, resteranno le regole sul distanziamento all’interno degli istituti.

Stiamo lavorando – ha detto il Ministro – per escludere la Dad l’anno prossimo e non trovarci così nella situazione dell’anno scorso. Ci stiamo lavorando tutti, non solo io, anche tutti gli insegnanti. Lavoriamo per una scuola in presenza che dia molta attenzione alla società, c’è il bisogno dei bambini di tornare a trovarsi. Una scuola che però deve essere anche molta attenzione a quel recupero di tutte le conoscenze che ovviamente in un anno così difficile sono state più carenti

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