Figlio disabile escluso da corso nuoto, scuola nega: nessuna discriminazione

di redazione
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E’ successo in una scuola superiore della provincia di Foggia: secondo la madre del ragazzo disabile si è trattato di discriminazione, ma la scuola nega.

Nella scuola che frequenta, mio figlio è stato recentemente oggetto di una grave forma di discriminazione. La sua classe è stata coinvolta in un progetto di nuoto in piscina. Nella scuola hanno distribuito gli avvisi, gli alunni hanno pagato il bonifico per l’istruzione, hanno portato le ricevute, è stato organizzato il corso. E mio figlio non è mai stato avvisato. L’ho scoperto per caso, recandomi a scuola per una riunione“. E’ questo l’inizio della lettera inviata alla scuola da una mamma di un alunno di 18 anni, disabile.

L’episodio è stato riportato da Ansa. “Noi come famiglia avremo trovato sicuramente il modo per far partecipare nostro figlio al progetto, ma questa possibilità ci è stata negata a priori” ribadisce la donna, secondo la quale al figlio, affetto da un disturbo neuro-motorio che lo rende poco consapevole del pericolo, unito ad una difficoltà di linguaggio, è stata negata la possibilità di poter partecipare al corso di nuoto.

La scuola però nega. “Non c’è stata alcuna discriminazione. Faccio l’educatore di mestiere quindi il mio compito è tutelare gli studenti” ha riferito il dirigente scolastico. “Il 30 ottobre scorso – spiega il preside – si è tenuta una riunione del nucleo preposto all’organizzazione della vita scolastica dei ragazzi portatori di handicap. A questa riunione erano presenti i genitori dei ragazzi affetti da disabilità, lo psicologo dell’Asl e il coordinatore dei professori di sostegno. Nel corso dell’incontro si fa presente ai genitori la volontà di voler organizzare da parte della scuola di un corso di nuoto. La mamma del ragazzo ci ha detto che non era interessata a questa attività“.

La nostra – ha precisato il dirigente scolastico – è una scuola inclusiva che ha ottenuto il massimo dei voti dal ministero per quello che viene fatto per i ragazzi disabili“.

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