Figlio bocciato, genitori ricorrono per eccesso di potere e perché manca il nome del Dirigente nel verbale. Sentenza

di Avv. Marco Barone
ipsef

item-thumbnail

Il T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, Sent., (ud. 13-06-2019) 19-08-2019, n. 1883 tratta l’ennesimo contenzioso che riguarda la non ammissione alla classe successiva di uno studente, affrontando diverse questioni interessanti.

Fatto

Con ricorso l’esponente ha impugnato la mancata ammissione alla classe successiva deducendone l’illegittimità per violazione di legge ed eccesso di potere sotto più profili. Si è costituita l’intimata amministrazione controdeducendo con separata memoria alle censure avversarie e sollevando, altresì, un’eccezione di irricevibilità del gravame. Il ricorso veniva respinto.

E’ errore materiale la mancata indicazione del nome del presidente fra i votanti

In uno dei motivi del ricorso si deduceva la violazione di legge con riferimento al D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 e al D.P.R. n. 249 del 1998, nonché, della normativa secondaria e delle disposizioni e circolari ministeriali in ordine alla mancata partecipazione alla votazione da parte del presidente. Ciò, poiché dal verbale di scrutinio del Consiglio di Classe non risulta indicato il voto del Presidente. Controdeduce al riguardo l’Amministrazione, che il Presidente ha partecipato e presieduto lo scrutinio ed ha partecipato alla votazione, anche se il suo voto a favore per l’ammissione, per mero errore, come emerge dalla relazione allegata, non è stato riportato nel Verbale dello scrutinio. Si tratta, tuttavia, di mera irregolarità inidonea ad inficiare la validità del provvedimento impugnato dal ricorrente, in applicazione della prima parte del secondo comma dell’art. 21 octies L. n. 241 del 1990. L’irrilevanza del vizio formale si desume, oltre che dal principio alla base dell’articolo citato, ancora prima dal principio del “raggiungimento dello scopo”.

I Giudici si sono così pronunciati: “La lettura del verbale dà ampiamente conto della presenza del dirigente scolastico, alla seduta, con le funzione di presidente della riunione stessa, che in tale veste ha sottoscritto il verbale. Deve, pertanto, essere qualificato come errore materiale la mancata indicazione del nome del presidente fra i votanti, ininfluente sull’esito della votazione stante l’ampia maggioranza (di 9 a 4, tenuto conto della mancata partecipazione al voto della docente di materia alternativa,) riportata dalla proposta di non ammissione alla classe successiva.”

Il giudizio di non ammissione si basa sul rendimento non sufficiente dello studente

“Il Collegio ritiene, in linea con la prevalente giurisprudenza, che sulla legittimità del giudizio finale non possano incidere l’incompleta, carente o omessa attivazione dei corsi di recupero da parte della scuola, tenuto conto che il giudizio di non ammissione di un alunno alla classe superiore si basa sull’insufficiente rendimento scolastico e quindi sull’insufficiente preparazione e maturazione per accedere alla successiva fase degli studi.

Se, infatti, è vero che la scuola predispone gli interventi necessari al recupero dell’alunno, tuttavia, le eventuali carenze nell’esercizio di tale attività non incidono sull’autonomia del giudizio di ammissione dell’allievo alla classe successiva, che deve essere compiuto sulla base della preparazione e della maturità comunque raggiunte dall’alunno stesso (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, VI, 10 dicembre 2015, n. 5613; T.A.R. Lombardia, Milano, III, 9 febbraio 2010, n. 311; T.A.R. Campania, Napoli, sez. IV, 3 novembre 2010, n. 22323; id., 30 gennaio 2013, n. 1818; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, 5 marzo 2018, n. 70 e, da ultimo, T.A.R. Lazio, III Bis, 25 marzo 2019, n. 3947, per cui: “Inoltre, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, l’eventuale mancata attivazione delle attività di recupero o degli oneri di informazione circa l’andamento scolastico non vizia il giudizio di non ammissione alla classe successiva, tenuto conto che esso si basa esclusivamente – senza che ad esso possa riconnettersi alcun intento “punitivo” – sulla constatazione oggettiva dell’insufficiente preparazione dello studente e sul grado di maturazione personale dello, a fronte dei quali l’ammissione dello studente al successivo ciclo di istruzione Superiore potrebbe costituire, anziché un vantaggio, uno svantaggio per l’allievo.”

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione