“Figli disagiati? Da genitori disagiati. Chiudere Tiktok e oscurare Instagram non serve a nulla, il problema sono le famiglie”. Sui social il dibattito si infiamma

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La questione scottante dell’educazione dei figli legata alle problematiche che in questi anni sono sorte a seguito del diffondersi dei social, tiene banco soprattutto in relazione all’educazione con, spesso, un ping pong di responsabilità che passano dai genitori, alla scuola, ai massimi sistemi.

Un commento apparso su YourEduAction ha suscitato un mare di commenti discordanti sui nostri social media. Tra sagge riflessioni, idee paradossali e una buona dose di sarcasmo, gli utenti hanno espresso le loro opinioni su come affrontare il problema.

Questo, per esteso, il messaggio sul quale si è innestato i dibattito: “Potete chiudere Youtube, disattivare TikTok, cancellare Instagram e oscurare Facebook. potete bruciare tutti i cellulari di questo mondo e potete disdire gli abbonamenti internet. Ma la soluzione per evitare che i vostri figli facciano c…te è una soltanto: educarli

Partiamo da Paolo, che con la sua abbondante dose di saggezza ci ricorda che il comportamento umano è spesso imprevedibile e che non possiamo attribuire tutto ai genitori o alla scuola. Cita esempi di persone con genitori terribili che si sono rivelate esemplari, e viceversa. Pare che la vita sia un puzzle complicato!

Patrizia, invece, concorda sul fatto che l’educazione sia fondamentale e che la famiglia sia il luogo principale in cui si apprendono i valori. Tuttavia, sottolinea che la scuola dovrebbe collaborare senza farsi carico di tutto. Certo, i genitori non possono aspettarsi che la scuola faccia tutto il lavoro!

Ma c’è genitore e genitore. Così Sonia, in un tono che lascia trasparire frustrazione, fa una distinzione tra genitori che si stancano e quelli che combattono ogni giorno. Afferma: “Non confondiamo i genitori che ci provano e si stancano e quelli che combattono tutti i giorni… ogni giorno è una sfida con i figli. Ma fin quando sono in casa coi genitori il rispetto e le regole sono la prima cosa, altrimenti andranno avanti a acqua… ‘Tu mi sfidi e io sfido te’. Non si può essere maggiorenni solo per i propri comodi…

Paolo, diretto al sodo e forse ha pure ragione, suggerisce che si dovrebbe impedire ai bambini di 10 anni di crearsi un account sui social media. Dice: “La soluzione è impedire che un bambino di 10 anni possa crearsi un account social, basta una legge che rende obbligatorio il codice fiscale al momento della registrazione.

Non poteva mancare il richiamo ai valori e ce li ricorda Lorena, con un po’ di nostalgia, abbiamo abbandonato i valori a causa della tecnologia: “Per la tecnologia abbiamo abbandonato i valori!!!

Elisabetta, invece, propone progetti di educazione affettiva che coinvolgano il teatro in tutte le scuole. Dice: “Servono progetti di educazione affettiva, che educhino all’ascolto empatico, fatto in modo pratico coinvolgendoli con il teatro, in tutte le scuole di ogni grado.

Un tempo sognavamo di diventare calciatori, ballerine e astronauti, Diego ci ricorda che molti ragazzi oggi aspirano a diventare influencer e youtuber quando saranno grandi. Dice lanciando un monito: “Non dimenticate che a diverse interviste in merito al lavoro da grande, questi ragazzi aspiravano a influencer e youtuber… non dimenticatelo!!!

Per Mario, fatalista, questa è una generazione disagiata che vive i disagi dei genitori. Dice: “Questa è una generazione disagiata che vive i disagi dei genitori. Purtroppo, come per il clima, non la si può più cambiare, ma ci si può solo adeguare. Questa è l’epoca buia, la classica zona di rottura per poi dover ricominciare. Oggi grazie alla tecnologia si corre troppo, più di quanto si riesce a stargli dietro, non si fa in tempo ad abituarsi che si è già fuori moda. Anche le informazioni sono rapide e facili da trasmettere, manca però l’elaborazione e il ragionamento. C’è bisogno di un ritorno all’ordine, con leggi severe e punitive, ormai il dialogo è obsoleto.

Stessa lunghezza d’onda per Mirko, che fa notare ironicamente che i genitori stessi spesso fanno le stesse cose dei loro figli. “È un grosso problema generazionale, quando i genitori fanno le stesse cose dei figli, le cose non possono che andare male.

Spassy, in tutta la sua concisione, suggerisce semplicemente di oscurare certi contenuti. Afferma: “Basterebbe oscurare certi contenuti.”

Non tutti, però, ritengono che la questione sia da porre esclusivamente sul ruolo educativo dei genitori. Paola, ad esempio, critica la retorica sui genitori che educano: “Ancora con questa retorica sui genitori che educano. Ma chi li ha educati quei genitori diseducativi? Come si arriva a monte cercando di fare anche i mea culpa? Ma soprattutto perché pensare che i genitori riempiano la sfera educativa e relazionale al 100%? Mica i nostri figli vivono in una boccia di vetro messa in cucina! Anche i modelli di vita intorno condizionano certi atteggiamenti…

Massimiliano, con una buona dose di sarcasmo, commenta: “No ma che scherzi, è più comodo dare la colpa a YouTube.

Concludiamo con Chiara, e il suo eloquente e monosillabico commento: “bha!“.

Forse ha ragione lei o forse no: “bho!

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