Festival del Service Learning al via da oggi fino al 26 novembre: attività didattiche a sostegno della collettività

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La pandemia ha messo in luce i limiti di una cultura individualistica e competitiva, incapace di fronteggiare l’emergenza che ha colpito l’umanità. Ha fatto riscoprire l’importanza della solidarietà, della cooperazione, della competenza intesa come responsabilità e servizio. In questo contesto, il compito della scuola risulta ancora più determinante.

Sostenere un’idea di scuola civica come luogo di incontro tra sapere formale e sapere informale, laboratorio di innovazione e spazio di integrazione tra territorio, enti locali, scuola e mondo del lavoro è l’obiettivo primario della seconda edizione del Festival del Service Learning. In nome di questa mission le tre Scuole Polo del Service Learning, Polo Liceale Illuminati di Atri (Te), I.I.S. Montani di Fermo e S.I.E.S. A. Spinelli di Torino e in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, M9 e Università LUMSA-EIS (Scuola di Alta Formazione “Educare all’Incontro e alla Solidarietà” di Roma) hanno organizzato ­il Festival del Service Learning che inizia oggi 24 novembre e terminerà il 26 novembre dopo questa tre gironi di lavori e confronto in M9.

Il Service Learning è una proposta pedagogica che unisce il Service (la cittadinanza attiva, le azioni solidali, l’impegno in favore della comunità) con il Learning (lo sviluppo di competenze sociali e disciplinari), per ampliare le proprie conoscenze e competenze con un servizio capace di rispondere a bisogni della comunità. È un approccio pedagogico che integra, in un unico progetto, i processi di insegnamento/apprendimento e l’intervento sulla realtà, con un doppio scopo: contribuire attraverso l’azione solidale al bene comune e permettere agli studenti di approfondire conoscenze acquisendo competenze curricolari.

Il Service Learning è molto diffuso in ambito internazionale, in particolare negli Stati Uniti e nell’America Latina, e sta rapidamente estendendosi anche in Europa.

In Italia la spinta verso il progetto Service Learning è stata introdotta recentemente, grazie all’azione di promozione della Scuola di Alta Formazione EIS istituita nel 2013 dall’Università LUMSA e dedicata proprio allo studio e alla diffusione del Service Learning. Un significativo passo avanti è stato fatto con la sperimentazione nazionale promossa dal Ministero dell’Istruzione nel biennio 2016-2017, che ha interessato tre regioni campione (Lombardia, Toscana, Calabria). Grazie ai risultati positivi conseguiti, il Ministero ha sostenuto la diffusione di reti scolastiche su tutto il territorio nazionale e ha organizzato le Olimpiadi del Service Learning (2018), finalizzate a diffondere e valorizzare le buone pratiche delle scuole, che hanno visto la partecipazione di 210 istituzioni scolastiche di tutte le regioni italiane.

Oggi in ogni Regione sono presenti numerose reti di scuole che aderiscono alla proposta del Service Learning, e che fanno riferimento a tre poli al Nord, Centro e Sud del nostro Paese.

Il MIUR ha, inoltre, inserito il Service Learning nelle Linee Guida PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e anche INDIRE (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione) guarda al Service Learning fra le idee innovative proposte all’interno del progetto delle Avanguardie Educative.

La seconda edizione del Festival del Service Learning 2021 rappresenta un’ulteriore tappa del consolidamento di questa proposta pedagogica in Italia. Come già nella prima edizione, svoltasi a Firenze nel 2018, a fare da protagoniste saranno le esperienze delle scuole di ogni ordine e grado, realizzate nel triennio 2018-2021 e selezionate dalle scuole capofila delle reti regionali coadiuvate da un rappresentante degli uffici scolastici regionali.

Diverse sono le novità di questa seconda edizione, che vede la riconferma della presenza degli studenti, veri protagonisti del Festival con le loro testimonianze. Oltre a presentare i progetti che li hanno coinvolti, seguiranno laboratori sui temi dell’Agenda 2030 con la metodologia del Service Learning.

Il Bando stesso, infatti, suggeriva alle Scuole l’adozione di uno o più obiettivi dell’Agenda ONU 2030, in sintonia con la legge 92/2019 che ha introdotto l’insegnamento dell’Educazione civica.

Le proposte progettuali inviate dalle scuole capofila regionali ed esaminate da un Comitato Tecnico Scientifico, appositamente costituito, perseguono vari obiettivi quali: assicurare salute e benessere per tutti, garantire istruzione inclusiva ed equa, incentivare una crescita economica duratura, ridurre le disuguaglianze, rendere città insediamenti inclusivi resilienti e sostenibili.

Diversi i progetti, inoltre, che hanno affrontato il tema della gestione dell’emergenza sanitaria in atto, dimostrando ancora una volta lo stretto legame tra tale approccio pedagogico e la realtà circostante.

Ulteriore novità è la caratterizzazione internazionale data all’evento. Al Festival ospitato da M9, infatti, interverranno alcuni tra i più autorevoli esperti del Service Learning a livello mondiale, contribuendo a farne non solo una rassegna di significative esperienze, ma un importante forum nel quale fare il punto sullo stato dell’arte del Service Learning nel mondo e confrontarsi sulle prospettive future.

Il progetto didattico che sarà sviluppato nei tre giorni del Festival prevede percorsi analogici\interattivi sulle tematiche della cittadinanza attiva e dell’Agenda Onu 2030. Gli studenti lavoreranno a un progetto di riqualificazione urbana partendo da una zona di Mestre dove un tempo sorgeva un grande ospedale. Il format è studiato perché possa essere portato nelle scuole e classi del territorio. L’obbiettivo è sviluppare pratiche autentiche nell’ottica del Service Learning, che prevedono la realizzazione di esperienze orientate a costruire processi di apprendimento significativi come il ragionamento, il transfert, il pensiero critico e divergente, promuovendo costantemente la partecipazione attiva dei ragazzi.

Come istituzione museale al servizio della comunità discente e docente, M9 si propone di offrire percorsi in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e con gli indirizzi per l’insegnamento dell’Educazione Civica, spaziando dalle discipline sociali a quelle scientifico-tecnologiche.

Il Ministero dell’Istruzione, dunque, attraverso l’avviso MIUR prot.n. 55 del 24/01 /2018 con il quale si invitavano le Scuole a candidarsi quale Scuola-polo per il Service-learning, ha inteso valorizzare le esperienze già avviate e assicurare lo sviluppo di una linea di innovazione strategica.

Il Protocollo d’intesa siglato tra le Scuole-polo, la Scuola di Alta Formazione Università LUMSA-EIS e M9 – quest’ultimo in campo con M9 District nell’avvio dell’iniziativa, e oggi con il Dipartimento educativo M9 Edu che ne ha raccolto il testimone –, sono la naturale conseguenza dell’impegno nato e condiviso tre anni fa.

L’organizzazione e la realizzazione del Festival è il risultato della collaborazione di una pluralità di attori impegnati nel campo dell’innovazione: le scuole polo e le reti regionali delle scuole del Service-Learning; il Polo M9 per la sua specificità nel campo dell’innovazione didattica e la sua infrastruttura che offre supporto per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado; la Scuola di Alta Formazione EIS per il riconosciuto know how nel campo della ricerca e della formazione in tema di responsabilità sociale e di Service-Learning.

M9 – Museo del ’900

Michele Bugliesi, Presidente della Fondazione di Venezia e Fondazione M9

«C’è una significativa identità di visione fra il Service Learning e l’impegno della Fondazione di Venezia per la promozione di un’educazione che sia sempre più consapevole, innovativa, solidale e generatrice di valori e il fatto che il Festival del Service Learning abbia in M9 la propria sede ufficiale è il risultato di questa visione comune. In questi giorni ritroviamo il segno della nostra modalità di azione, che si caratterizza per la volontà e capacità di essere punto di sintesi di professionalità, creatività, competenze, in questo caso finalizzate a costruire i nuovi modelli di formazione, nei quali crediamo e ci riconosciamo».

Ministero dell’Istruzione

Caterina Spezzano, Dirigente tecnico del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

«Il Service Learning è un approccio che restituisce grande equilibrio al processo di apprendimento-insegnamento, esalta il ruolo del docente-regista e assicura allo studente genuino protagonismo nella costruzione delle competenze disciplinari e di cittadinanza. Consente inoltre la giusta interrelazione con il territorio, garantendo percorsi nuovi volti a valorizzare soluzioni condivise, ad aumentare il senso di identità e di reciprocità».

Italo Fiorin, Presidente della Scuola di Alta Formazione “Educare all’Incontro e alla Responsabilità” (EIS) dell’Università LUMSA di Roma

«Il Festival del Service-Learning è una grande manifestazione che dà voce alla scuola viva, impegnata non soltanto a garantire un apprendimento di qualità, ma quella formazione civica così importante per il presente e il futuro del nostro Paese. È un’occasione gioiosa, dopo un periodo difficile per tutti, insegnanti, dirigenti, famiglie e, soprattutto, studenti. Studenti che hanno dimostrato di saper rispondere in concrete azioni di solidarietà. Anche durante il lockdown abbiamo visto la loro capacità di farsi risorsa per la comunità, in mille modi, inventandosi prossimità a prova di distanziamento. Uno studente ha detto, parlando della sua esperienza: ‘Il Service-Learning ha tirato fuori la mia parte più positività. Credo che il Service-Learning sia questo: un approccio che fa emergere la parte più positiva di noi, come studenti, come insegnanti, come parte di una comunità. Più che un’innovazione la considero una rivoluzione: mette al centro lo studente, gli dà voce, gli chiede di dare senso a quanto la scuola gli propone, facendone una risorsa per gli altri».

Maria Cinque, Direttore della Scuola di Alta Formazione “Educare all’Incontro e alla Responsabilità” (EIS) dell’Università LUMSA di Roma

«Il Festival del Service-Learning è un’occasione unica per riprendere le attività in presenza, per sconfiggere la diffidenza verso gli altri che abbiamo sviluppato a causa della pandemia, per ricostruire insieme a partire da quanto abbiamo appreso anche in questo brutto periodo perché è solo attraverso l’incontro che si costruiscono una comunità e una società migliori».

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