Festa della mamma, nell’anno della pandemia 96mila mamme hanno perso il lavoro

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Nell’anno della pandemia, le donne con figli minori sono state le più penalizzate: su 249mila rimaste senza lavoro, 96mila hanno figli piccoli.

Tra loro, 4 su 5 hanno figli con meno di 5 anni. Lo stima il rapporto “Le equilibriste” di Save The Children, dal quale emerge il percorso a ostacoli delle donne italiane.

Sono le più anziane d’Europa alla nascita del primo figlio (32,2 anni) in un Paese dove il tasso di natalità segna -3,8% e aumenta il divario di genere tra disoccupati: i papà con minori occupati sono l’87,8%, le mamme il 57%.

“Un Paese – sottolinea Save the children – in cui nascono sempre meno bambini e dove è urgente la necessità di una politica efficace a sostegno della genitorialità”.

I dati del rapporto

Nel 2020 sono le donne a rappresentare la grande maggioranza degli occupati con un lavoro part time, quasi 3 su 4 (73% del totale). Spesso sono mamme di figli minorenni: quasi 2 su 5 (il 38,1%) tra loro hanno un contratto part time a fronte del 5,6% dei papà nella stessa condizione.

Sono in totale 456 mila i posti di lavoro evaporati (-2% rispetto al 2019) e le più colpite sono le donne che rappresentano 249 mila unità (-2,5%) rispetto ai 207 mila uomini (-1,5%). In particolare, guardando al versante delle madri, il saldo delle occupate fa segnare un calo di -96 mila donne tra il 2019 e il 2020, di cui in particolare 77 mila in meno tra coloro che hanno un bambino in età prescolare, -46 mila tra chi ha un figlio alla primaria (6-10 anni), mentre risultano aumentate le madri occupate con figli da 11 a 17 anni (+27 mila).

I tassi di occupazione dei 15-64enni decrescono per entrambi i generi, passando al 67,2% per gli uomini (- 0,8%) e al 49% per le donne (- 1,1%). In questo modo, i divari di genere, già consistenti in precedenza, si esasperano e nel 2020 raggiungono la soglia del 18,2%, penalizzando come sempre, alcune aree. Se al Nord e al Centro, infatti, si mantengono intorno al 15%, la forbice si allarga fino a 23,8% nel Mezzogiorno.

Lo “shock organizzativo familiare” causato dal lockdown, secondo le stime, avrebbe travolto un totale di circa 2,9 milioni di nuclei con figli minori di 15 anni in cui entrambi i genitori (2 milioni 460 mila) o l’unico presente (440 mila) erano occupati.

Lo “stress da conciliazione”, in particolare, è stato massimo tra i genitori che non hanno potuto lavorare da casa, né fruire dei servizi (formali o informali) per la cura dei figli: si tratta di 853 mila nuclei con figli 0-14enni, nello specifico 583 mila coppie e 270 mila monogenitori, questi ultimi in gran parte (l’84,8%) donne.

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