Fermo, crollano 30 mq di soffitto di un’aula. Nessun ferito. Rete Studenti Medi: più fondi e attenzione all’edilizia scolastica

di redazione
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E’ un vero e proprio miracolo se il crollo del soffitto dell’Istituto tecnico Montano di Fermo non ha fatto vittime. Se il crollo si fosse verificato solo un paio d’ore dopo, sarebbe stata una tragedia.

Con l’aula vuota, alle sette del mattino, i trenta metri quadri di materiale sono caduti solo sul pavimento. L’intero tetto era stato consolidato – come ha spiegato all’ANSA la dirigente scolastica Margherita Bonanni – dopo il terremoto del 2016. Pare tuttavia che la parte interessata dal crollo fosse difficile da raggiungere e quindi da verificare.

L’aula dove si è verificato il crollo è sede del triennio e si trova sopra gli spazi della chiesa di Sant’Agostino, danneggiata dal terremoto, risalente come il convento annesso al XV-XVI secolo.

Stando alle prime ipotesi riportate da più fonti, il crollo potrebbe essere stato causato dal cedimento di una capriata dell’edificio, indebolita dalle infiltrazioni d’acqua nel tetto stesso, e dal fatto che l’ala interessata dall’accaduta sarebbe la più antica dell’istituto.

La classe è stata “spostata” nell’ala ritenuta sicura della scuola, mentre i vigili del fuoco faranno le verifiche e i controlli sull’edificio scolastico.

Appena si è diffusa la notizia, la Rete degli Studenti Medi Marche e il Comitato Noisette di Fermo hanno contestato e denunciato l’accaduto, lamentando come questo fatto vada ad inserirsi “tra gli innumerevoli casi di mancata gestione e messa a norma degli edifici scolastici nella nostra Regione e nel nostro Paese tutto”.

“Come studenti di Fermo – prosegue il comunicato – raccogliamo da anni problematiche riguardanti le strutture in cui quotidianamente si svolgono le lezioni scolastiche. L’edilizia scolastica delle Marche infatti, non gode di buona salute, specialmente dopo gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno riguardato in particolar modo alcuni territori provinciali. Nonostante ciò, eventi come quello di oggi tornano a dimostrare che le problematiche dell’edilizia scolastica marchigiana continuano a essere messe in secondo piano. Questioni che vengono sottovalutate a tal punto da rischiare in questo caso la tragedia, che avrebbe potuto riguardare gli studenti di quella classe o dell’Istituto più in generale. Ciò rappresenta una grave mancanza di responsabilità da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, a cui di certo non si può rimediare avviando dei sopralluoghi solo oggi. Ciò che è accaduto questa mattina all’interno dell’Istituto Montani di Fermo è estremamente grave, inaccettabile e pericoloso, dal momento in cui parliamo di una struttura frequentata quotidianamente da centinaia di studenti – dichiara Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche – tanto che abbiamo più volte segnalato negli anni, alle istituzioni e alle autorità competenti, i problemi di edilizia scolastica di cui le nostre province e la nostra Regione soffrono. Abbiamo più volte messo in luce le segnalazioni degli studenti per far sì che questi fatti non passassero in sordina: eppure, sembra che si continui ad agire solo in base alle emergenzialità del momento, senza attuare dei piani strutturati. Nel caso dell’Itis Montani l’emergenza ha rischiato di trasformarsi in tragedia, a cui non si rimedia con dei sopralluoghi e una messa in sicurezza tardiva dell’edificio: dobbiamo aspettare dei morti prima di poter parlare di edilizia sicura? – domanda retoricamente Ghanmi – Come sindacato studentesco ci auspichiamo che la messa in sicurezza dell’ala si svolga in tempi brevi e nel migliore dei modi, per far sì che eventi del genere non si ripetano ancora. Il crollo di un intera aula in un edificio scolastico e una sfiorata tragedia a pochi minuti dall’inizio delle lezioni devono segnare un cambio di rotta nell’attenzione e nei fondi da dedicare alla scuola, agli studenti e all’edilizia scolastica delle Marche”.

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