Ferie non godute e supplenti: spetta la retribuzione come indennità? Ecco cosa hanno detto i giudici

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Il supplente della scuola, in quanto docente a termine, non risulta obbligato a fruire delle ferie nel periodo dell’anno scolastico destinato alle lezioni, con l’effetto che gli deve essere riconosciuto il diritto all’indennità per le ferie non godute, in linea alla legge n. 228 del 2012, valevole fino al 31 agosto 2013. Lo ha stabilito la Sezione lavoro della Corte di Cassazione, nell’Ordinanza numero 9860 dell’11 Aprile 2024.

La Cassazione ha ribadito il proprio orientamento interpretativo secondo cui la legge n. 228 del 2012 ha attribuito perdurante efficacia, fino al 31 agosto 2013, alle preesistenti clausole contrattuali, con la conseguenza che la disciplina delle ferie dei docenti a termine, per effetto di tale previsione, ha continuato a essere regolata fino al 31 agosto 2013 dell’articolo 19 del contratto collettivo comparto scuola 2006/2009, a norma del quale i docenti a termine non erano obbligati a fruire delle ferie nel periodo dell’anno scolastico destinato alle lezioni. Da ciò discende il relativo diritto al riconoscimento dell’indennità per le ferie non godute (in tal senso Cassazione, Sezione lavoro, 5 maggio 2022, numero 14.268).

Pertanto, i supplenti della scuola, in quanto docenti a termine, non sono obbligati a fruire delle ferie nel periodo dell’anno scolastico destinato alle lezioni, con conseguente diritto al riconoscimento delle ferie non godute secondo quanto disposto dalla legge numero 228/2012 fino al 31 agosto 2013.

La Corte di Cassazione ha precisato che il diritto alle ferie risulta fondamentale e irrinunciabile e che, per l’effetto, se non goduto, conferisce il diritto alla percezione della relativa indennità.

Secondo i giudici della Sezione Lavoro bisogna prendere in considerazione l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che è contrario a una disciplina nazionale che, per questioni relative al contenimento della spesa pubblica e per le esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico, finisce per non riconoscere il diritto alle ferie dei supplenti della scuola.

N.B.la Cassazione si è espressa sulla normativa vigente fino al 2012.

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