Fedeli: stereotipi sessisti si superano attraverso lo studio. Perché tengo ad essere chiamata “Ministra”

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Il Ministro Valeria Fedeli ha rilasciato a Donnainaffari.it una intervista dedicata al futuro della formazione, alla modifica degli stereotipi di genere, all’alternanza scuola lavoro e all’innovazione.

Ne riportiamo alcuni stralci. In particolare laddove si affronta il problema delle pari opportunità

Tra le prime iniziative messe in campo, la Ministra ne ricorda in particolare due:  il bando per le scuole per organizzare attività attraverso le quali conoscere più a fondo la produzione di Grazia Deledda – unica donna italiana ad avere ricevuto il premio Nobel per la Letteratura – e il convegno “Donne e linguaggio dell’amministrazione. Riflessioni e proposte per un nuovo stile del linguaggio amministrativo” tenuto al Miur l’8 marzo alla presenza di Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca”

“Le pari opportunità – commenta la Fedeli – passano anche per il linguaggio, per la conoscenza, per il sapere. È per questo che tengo particolarmente al fatto che mi si chiami “Ministra””

“È per questo che spingo per la conoscenza dello straordinario apporto delle donne allo sviluppo delle società in cui viviamo – conclude – Dobbiamo portare le nostre studentesse e i nostri studenti ad aprire gli occhi, a riflettere sui temi dell’uguaglianza, a riconoscere gli sforzi di chi ha lottato e lotta per l’autonomia e la libertà della donna. Come giustamente ricordava nella domanda, a breve avvieremo un tavolo di lavoro, in collaborazione con l’Associazione Editori Italiani, per dare seguito a quanto già sperimentato dal progetto Po.Li.Te (Pari Opportunità nei Libri di Testo). Solo attraverso la conoscenza e lo studio possiamo combattere e superare stereotipi sessisti e costruire società libere da condizionamenti che impoveriscono la collettività nel suo insieme.”

L’intervista

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief voglioinsegnare