Fedeli: riduzione precariato, nuovi concorsi, valutazione, formazione, pon, alternanza. Tutto sulle linee programmatiche

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La ministra Fedeli, il 26 gennaio 2017, ha reso pubbliche le Linee programmatiche del suo Dicastero, nel corso dell’apposita Audizione parlamentare. La Fedeli ha indicato il “percorso di lavoro dei prossimi mesi”, a partire dai decreti attualmente al vaglio delle Commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato.

Il nuovo Ministero si pone in continuità con il precedente, come dichiarato nel documento stesso: “Dall’altro lato serve poi lavorare, come dicevo, per portare a compimento il percorso di riforma e le azioni impostate in questa legislatura, superandone le criticità, ma mantenendone obiettivi e finalità.”

Sintetizziamo i punti salienti del testo, al fine di comprendere quali saranno le prossime azioni della Ministra Fedeli, che concretizzeranno l’idea di sistema di educazione e istruzione della medesima e del partito di maggioranza.

Concorsi

Utilizziamo il plurale, in quanto a breve dovrebbero essere banditi: il corso-concorso per dirigenti scolastici e il concorso per DSGA.  Dovrebbe, inoltre, terminare a breve,  comunque per l’inizio dell’a.s. 2017/18, il concorso docenti 2016.

Precariato

Si punta alla riduzione del precariato e a tal fine ci sarà la trasformazione dei posti in organico di fatto in diritto, cui la legge di Bilancio 2017 ha destinato una somma pari a 400 milioni. Il numero di cattedre da stabilizzare deve essere ancora definito, ma si parte dalle diverse posizioni di Miur e Mef: per il primo 25.000, mentre per il secondo 10.000.

Sistema Nazionale di Valutazione

Il sistema nazionale di valutazione è ritenuto fondamentale per garantire efficacia ed efficienza, a condizione che sia inteso come uno strumento di valutazione formativa della scuola per il miglioramento della stessa e la crescita professionale di dirigenti e docenti.

Come riportato nel documento, il SNV ha debuttato nel 2014 con il sistema di valutazione delle scuole,  poi si è passati alla valutazione dei dirigenti scolastici (la Ministra dimentica, almeno in questa parte del testo, la valutazione dei docenti debuttata lo scorso anno scolastico).

Si punta a “rafforzare i modelli e gli strumenti”, nonché a sviluppare ed approfondire il processo di condivisione già avviato per la valutazione delle scuole.

Edilizia scolastica

Si prosegue l’opera di messa in sicurezza e adeguamento antisismico degli edifici scolastici, avviata con la programmazione del precedente Governo.

L’obiettivo, “una volta ottenute le risorse necessarie”,  è “di adeguare nel giro di due anni tutte le strutture scolastiche ricadenti nelle zone di rischio sismico 1 e 2”.  Altro obiettivo da conseguire, previo reperimento delle risorse, è il completamento delle indagini diagnostiche sugli edifici scolastici per prevenire il crollo dei solai: “Servono, poi, risorse per dare seguito – con gli interventi che sono risultati necessari – alle indagini diagnostiche svolte sugli edifici scolastici per prevenire il crollo dei solai.”

In corso di svolgimento, ricorda ancora la Ministra, è il programma Scuole innovative, finalizzato alla progettazione e realizzazione di nuove scuole, innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico e
tecnologico; nel 2016, si è svolto un apposito concorso di idee, rivolto prevalentemente a ingegneri e architetti italiani e stranieri; nel 2017, quindi nel corso del corrente anno, dopo la chiusura della procedura di valutazione, partiranno i lavori.

Piano Nazionale Scuola Digitale

Il PNSD costituisce una delle priorità del nuovo Dicastero, in continuità con il precedente; il 2017 sarà dedicato alle competenze digitali degli studenti, al fine di superare i divari tuttora esistenti. Altro obiettivo è quello di far acquisire/sviluppare negli allievi  il pensiero logico e computazionale, che diventerà strutturale in ogni scuola del primo ciclo,

Piano per la formazione dei docenti

Il Piano per la formazione dei docenti è stata presentato dal Ministro Giannini il 3 ottobre 2016. La nuova titolare del Miur si propone di proseguire il lavoro già avviato e punta, nel 2017, alla piena attuazione del Piano, sia quello dei docenti che quello del personale ATA.

Ricordiamo che il Piano per la formazione dei docenti deve essere declinato nei Piani di ambito e di istituto e che le scuole e le reti di ambito sono già al lavoro per rispettare la tempistica prevista,

PON Istruzione 2014-2020

A breve, dovrebbe essere presentato l’Avviso Quadro, che fornirà le Linee guida alle scuole e al quale seguiranno 10 avvisi specifici.

Gli interventi, nell’ambito dei citati avvisi, riguarderanno: disuguaglianza formativa e di opportunità, con un forte investimento sulle competenze di base; lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa; inclusione e lotta alle disuguaglianze e alle discriminazioni; passaggio tra scuola e lavoro, attraverso esperienze di orientamento, alternanza e imprenditorialità; cittadinanza europea e globale; conoscenza e accessibilità del patrimonio culturale; integrazione e coesistenza sociale, con particolare riferimento al tema dei migranti.

Alternanza scuola-lavoro

Il sistema dell’alternanza scuola-lavoro è stato presentato, sin da quando la riforma era ancora nel suo stato embrionale, come uno dei punti qualificanti la riforma medesima, idea questa condivisa anche dalla nuova Ministra: “C’è poi l’alternanza scuola-lavoro, che ritengo decisiva per avvicinare e innovare i percorsi formativi e professionali e offrire opportunità e occasioni qualificanti di didattica ai nostri ragazzi. Una delle novità più importanti della Legge 107 è stata la trasformazione dell’alternanza da sperimentazione a pratica strutturale di didattica.”

La Fedeli, sottolineando la non semplicità della novità introdotta dalla 107, ammette che ci sono state delle criticità ma l’alternanza “si può e si deve fare”: “È evidente che non è un percorso semplice e che in alcuni casi siano emerse delle criticità ma è altrettanto evidente che l’alternanza si può e deve fare.”

La Ministra, infine, ha evidenziato la necessità di approvare rapidamente la Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in Alternanza, per assicurare ambienti di apprendimento favorevoli e pieni diritti ad alunne e alunni impegnati nell’ASL.

Dopo l’excursus sui provvedimenti della Riforma già avviati ed entrati in vigore e su altre linee programmatiche (Vedi valutazione) già intraprese prima della Buona Scuola, la Fedeli passa ad illustrare sinteticamente i decreti attuativi della legge n. 107/2015.

Decreti legislativi attuativi deleghe 107/2015

In premessa, la Ministra sottolinea la sua disponibilità ad ascoltare dirigenti scolastici, insegnanti, personale amministrativo, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder, in modo che i testi finali siano il più possibile condivisi.

Dopo la premessa, segue l’elenco dei decreti, di cui si riferiscono i principali elementi di novità.

1. Formazione iniziale e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado

La portata innovativa del decreto, come leggiamo nel documento, consiste nel fatto che, dopo il concorso e i tre anni di formazione e tirocinio, l’assunzione dei docenti sarà certa e permetterà di innalzare la qualità dell’insegnamento.

2. Inclusione scolastica

Il nuovo sistema punta alla semplificazione e allo snellimento delle pratiche burocratiche, ad una maggiore continuità didattica e formazione del personale docente e della comunità scolastica tutta.

Il livello di sostegno (ci si dovrebbe riferire alle ore da assegnare a ciascun alunno disabile) sarà determinato tenuto conto della gravità della disabilità, ma si cercherà anche di determinare in senso più ampio i bisogni.

3. Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Obiettivo dichiarato è di riordinare un ambito frammentato e puntare a ridare organicità a questi percorsi formativi, rafforzando al contempo l’autonomia scolastica.

4. Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma, considerato che è la prima volta che si pone in essere un sistema di educazione e istruzione integrato dalla nascita sino a 6 anni.

5. Diritto allo studio

Il decreto, afferma la Ministra, punta:  a un nuovo modello di governance; a una maggiore partecipazione degli studenti; alla promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche e trasporti; al potenziamento della carta dello studente.

6. Promozione e diffusione della Cultura umanistica

Bellezza, arti, patrimonio culturale e qualità delle nostre produzioni, costituendo settori strategici del Paese, avranno un loro spazio nella scuola in termini sia di conoscenza che di  esperienza e formazione personale.

7. Scuole italiane all’estero

Il decreto si propone la finalità di rendere le scuole italiane all’estero parte integrante del sistema scolastico italiano, al fine di formare cittadine e cittadini italiani anche all’estero e promuovere il nostro patrimonio culturale.

8. Valutazione

La Ministra si concentra sulla valutazione degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, difendendo la scelta dei nuovi criteri di ammissione alla classe successiva e agli esami (media complessiva del 6, inclusa la condotta) e il nuovo esame di Stato.

La riforma, leggiamo nel documento, modifica l’approccio alla valutazione, poiché si dà maggior peso al percorso dell’ultimo triennio (tra le altre cose, infatti, è stato aumentato il credito scolastico attribuibile) e si verifica “effettivamente ” il livello di acquisizione di conoscenze e competenze degli studenti.  Il fatto di ammettere all’esame anche con una insufficienza significa, sostiene la Ministra, valutare in modo più attento e approfondito.

La Fedeli, inoltre, ribadisce che l’esame di maturità  è stato semplificato nelle modalità di svolgimento, ma non per questo sarà più facile. La seconda prova, infatti, “potrà essere multidisciplinare”.

Come detto all’inizio, le Linee programmatiche si pongono nel solco tracciato dalla Giannini e dal precedente Governo, con l’obiettivo principale di portare  al termine la Riforma. Staremo a vedere quanto la disponibilità all’ascolto della Ministra potrà influire sulla versione definitiva dei decreti.

Linee porgrammatiche

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