Fedeli ai dirigenti scolastici, respingete pressioni genitori su formazione classi. No ai gruppi di alunni bravi

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La ministra Fedeli ha risposto alla lettera del maestro elementare e scrittore Franco Lorenzoni, raccolta ieri da Concita De Gregorio nella rubrica “Invece Concita”, su Repubblica.

La ministra ha puntualizzato l’importanza dello studio come strumento di mobilità sociale: il MIUR sta rilanciando la lezione di Don Milani perché si possano rimuovere gli ostacoli e perché la scuola sia punto di riferimento e luogo di riscatto sociale.

L’Ocse, con i dati pubblicati il 29 marzo scorso, ha confermato che fra i nostri quindicenni le differenze socio- economiche di partenza pesano meno che in altri Paesi.

La ministra ha citato gli esiti delle prove Invalsi (lstituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione), che evidenziano, in particolare al Sud, la variabilità dei risultati fra le classi: nelle prove nazionali di matematica e italiano è ancora troppo alta. La situazione è in miglioramento. I dati aggiornati parlano di un media nazionale in matematica del 7,9%, con il Sud che scende all’11%, in avvicinamento alla media del 5-6% che dovrebbe rappresentare lo standard.

La variabilità fra classi, scrive la ministra, “è un dato che ha a che fare con la ‘democrazia’ di una scuola. Classi troppo omogenee, con alunne e alunni ‘raggruppati’ per ‘bravura’, rappresentano un fenomeno contrario ai principi della nostra Costituzione, che va arginato.”

Nei prossimi giorni, anche alla luce dei dati Invalsi, la ministra scriverà ai dirigenti scolastici “per invitarli, da un lato a respingere le pressioni di quelle famiglie che vogliono imporre la loro voce sulla formazione delle classi, dall’altro a farsi carico, insieme ai docenti, di scelte coerenti con la nostra Costituzione. Lavorare in classi disomogenee, come dice lei, è più difficile. Ma la missione della scuola è quella di fare di ogni differenza una ricchezza. Naturalmente non lasceremo sole le scuole in questo sforzo. Al Ministero ho istituito un gruppo di lavoro, guidato da Marco Rossi Doria, già Sottosegretario, ma, soprattutto, un maestro, che ben conosce questi fenomeni. Il gruppo, entro l’autunno, avanzerà proposte concrete per sostenere insegnanti e dirigenti nella loro missione educativa, per un effettivo contrasto della dispersione scolastica.”

Attraverso i fondi “PON”, il MIUR intende potenziare l’offerta formativa anche in orario extra scolastico, soprattutto nei territori più difficili. “La povertà educativa è la madre di tutte le povertà. Cominciando dalle periferie, dove le scuole possono diventare avanguardie di sperimentazione educativa. Partendo da esempi che già esistono e facendone un modello. Per non lasciare davvero indietro nessuna e nessuno.” chiude la sua lettera la ministra.

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