Fattura elettronica dal 2019, anche per le associazioni no profit

di Consulente Fiscale

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Fattura elettronica dal 2019, anche per le associazioni no profit? Se si effettuano prestazioni culturali presso la scuola, l’IVA bisogna inserirla?

Gentilissimi, siamo  un associazione no profit che opera nel settore educativo e culturale . Spesso siamo coinvolti in progetti con le scuole e finanziati dai ministeri competenti. Vorremmo sapere se da gennaio siamo chiamati a produrre fattura elettronica e se per servizi relativi ad  attività educative e culturali dirette alla scuola si paga l’Iva o si é esenti.
Faccio un esempio : se l’associazione emette una fattura alla scuola deve essere esente di Iva e l’importo pagato alla stessa dalla scuola é intero? Inoltre se l’associazione fa un contratto per prestazione occasionale a un docente per una attività educativa o di formazione, deve essere emessa una ricevuta per collaborazione occasionale con l’Iva al 20%, al 10% o senza IVA. Le saremmo grati se potesse rispondere a questo nostro quesito in quanto con le segreterie delle scuole più volte emergono pareri diversi e contrastanti.  Cordiali saluti

Fattura elettronica enti non profit

Entra in vigore dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di emettere, ricevere ed archiviare fatture elettroniche per tutte le imprese (incluse le società sportive dilettantistiche), le associazioni (di ogni tipo, compresi i futuri ETS) ed i liberi professionisti.

L’Agenzia delle Entrate, mette a disposizione, un servizio totalmente gratuito, le lascio qui la guida: Guida_La+fattura_elettroniva_e_i_servizi_gratuiti_dell’Agenzia_delle_Entrate

Fattura elettronica dal 2019, anche per i piccoli condomini?

Prestazioni per attività educative e culturali, con IVA?

Analizziamo cosa predispone la normativa vigente in questi casi.

Art. 10 n. 20, D.P.R. 633/1972 indica che sono esenti dall’imposta:

20) le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale; […]

Art. 148, D.P.R. 917/1986 (TUIR)

3) Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali, nonché le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

La circolare n. 22/E/2008, emessa dall’Agenzia delle Entrate,  in tema di regime di esenzione dall’Iva sulle prestazioni didattiche previste dell’articolo 10, n. 20, del D.p.r. 633/1972, a seguito di recenti modifiche legislative, riepiloga quali sono oggi le condizioni necessarie per poterne usufruire. La circolare precisa che l’esenzione Iva spetta al verificarsi di due requisiti:

a) le prestazioni devono essere di natura educativa dell’infanzia e della gioventù o didattica di ogni genere, ivi compresa l’attività di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale

b) le prestazioni anzidette devono essere rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni.

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