“Fateci stare a scuola 35 ore a settimana, a progettare, correggere, preparare lezioni, fare collegi e consigli”

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“La forza dei docenti passa da un’adeguata retribuzione e se il problema è il fatto che tanto del nostro lavoro resti invisibile, allora rendiamolo visibile, adeguiamoci a tutte le altre professioni”. Si alza così dagli Stati Generali della Scuola di Matera la voce di Antonio Curci, miglior docente del mondo 2021 secondo il Global Teacher Award, insieme a quella degli altri docenti ed esperti di politiche educative che si sono ritrovati intorno al panel intitolato “La forza dei docenti”.

Nel corso della discussione, che ha visto il coinvolgimento di tanti insegnanti e dirigenti anche tra il pubblico, si è sottolineato a più riprese il ruolo coesivo della scuola all’interno della società, istituzione gravata da problemi strutturali, come la difficoltà del reclutamento e della selezione, ma appena uscita dalla prova epocale del covid e della Dad, come ha ricordato la pedagogista clinica e Assessora alle Politiche Scolastiche del Comune di Matera Valeria Piscopiello, che ha sottolineato l’importanza delle aule come luoghi dove ritessere relazioni e sentimenti.

Che la pandemia abbia segnato un prima e un dopo è anche la convinzione di Mila Spicola, esperta di politiche educative, attivista e scrittrice: “Il malessere della scuola ha radici antiche, se si pensa che le dinamiche restano quelle di cento anni fa, in cui i il docente solitario era il dominus della sua classe, anziché l’intellettuale riflessivo capace di trasformare la cultura in relazione a cui ci ha invece abituati la ricerca educativa”.

“Mettersi insieme, lavorare dal basso, fare rete, solo così gli insegnanti possono superare quel senso di frustrazione e di isolamento che talvolta impedisce anche alle migliori professionalità la possibilità di esprimersi appieno” le hanno fatto eco Maria Raspatelli, vincitrice del Global Teacher Award nel 2022, e Amelia Melaccio, docente di scuola primaria ed esperta sul tema della plusdotazione cognitiva: “La scuola di oggi è molto più concentrata su ciò che gli alunni non sanno fare, mentre sarebbe importante lavorare sui talenti di tutti, sollecitando un apprendimento significativo, sostenuto da interesse e passione”. Come hanno fatto le docenti Monica Petrara, Silvia Di Lecce e Gabriella Capozza dell’IC “Nicola Festa – Minozzi” intervenute nel corso del panel per presentare il bellissimo podcast sulla disabilità realizzato dai loro studenti di prima media, insieme alle cui voci hanno testimoniato la bellezza e la forza del lavoro di squadra, l’unico forse in grado di superare la “dicotomia tra visione progressista della scuola e nozionismo”, come ha detto la Prof.ssa Capozza.

Ma come promuovere un cambiamento della scuola che sia anche superamento della trappola retorica dei pochi docenti illuminati che rischiarano col loro esempio virtuoso un mondo che altrimenti è grigio e piatto? Come contagiare anche chi resta ancorato a una visione burocratica del proprio ruolo e solipsistica del sapere, in cui sono bravi gli alunni che non deviano da un percorso inesorabilmente tracciato?

La discussione volutamente non si è chiusa, ma intende sollecitare risposte e riflessioni in un laboratorio che gli Stati Generali della Scuola, in vista della prossima edizione, immaginano permanente e aperto ai contributi di tutti.

Il questionario e il manifesto restano aperti 

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