Fase 2, riapertura scuole per bambini i cui genitori lavorano entrambi. Le proposte dei sindaci

Stampa

Fase 2 con scuole chiuse, il problema delle famiglie in relazione alla cura dei figli.

Fase 2

Dal 4 maggio partirà l’ormai nota fase 2, ossia la graduale riapertura del Paese con il ritorno al lavoro, almeno per una parte dei cittadini italiani.

Tale fase non riguarda la scuola che riaprirà a settembre, eccetto per gli esami di maturità, a condizione che si possano svolgere in sicurezza.

Problema famiglie

Con il ritorno al lavoro, come già riferito, si pone il problema delle famiglie in merito alla cura dei figli che restano a casa, essendo sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche. A ciò si aggiunga il fatto che i nonni non possono farsene carico, considerato che gli anziani sono i soggetti maggiormente a rischio.

Il problema, come riferisce Repubblica, è stato posto da Antonio De Caro, a nome di tutti i sindaci, nell’ambito del confronto tra Governo, Regioni e Enti locali, svoltosi nella giornata di ieri.

Al termine del confronto, nessuna soluzione adottata ma diverse ipotesi ancora sul tavolo.

Il rischio ha sottolineato il presidente dell’Unione delle Province e sindaco di Ravenna, Michele De Pascale: “Non dobbiamo essere ipocriti, con la riaperture delle imprese e non delle scuole, rischiamo di produrre il più grande arretramento in termini di lavoro femminile della storia della Repubblica. Vanno trovate le soluzioni per fare ripartire almeno in parte i servizi educativi”.

Le ipotesi

Tra le ipotesi:

  • l’apertura delle scuole solo per i bambini i cui genitori lavorano entrambi;
  • il ricorso a centri famiglia, campi scuola e il Terzo settore.

Il Ministro Bonetti, inoltre, ha già annunciato la volontà di prolungare il congedo specifico, in aggiunta al congedo parentale, e il bonus baby-sitter e di condere un assegno per ogni figlio sino a 14 anni.

Prevista a breve una nuova convocazione.

Stampa

Sogni d’insegnare all’estero? Scegli come requisito d’accesso alle prove il corso di interculturalità di Eurosofia