Fase 2, iniziano le riaperture ma 1 adolescente su 5 ha paura del liberi tutti

di redazione

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Skuola.net – Per i ragazzi più giovani le prime settimane di semi-ritorno alla normalità sono state all’insegna
della prudenza: la maggior parte limita ancora le uscite. Quasi tutti sono corsi dai parenti più cari, solo la metà dal fidanzato. La prima cosa che faranno, non appena si allenteranno ulteriormente le briglie, sarà tornare dagli amici: lo dice 1 intervistato su 2.

Siamo nel pieno della Fase 2, dopo due mesi difficili l’Italia tenta di tornare alla normalità.

E a breve, non appena il Paese si rimetterà definitivamente in moto con l’apertura di diverse altre attività, pare che si potranno di nuovo incontrare anche gli amici. Una notizia attesa con trepidazione da tantissimi adolescenti. Proprio loro che, complice la chiusura delle scuole, sono entrati in quarantena forzata a fine febbraio. Perché è questa la prima cosa che faranno, riunirsi in comitiva: è così per 1 su 2. A svelarlo un sondaggio di
Skuola.net, che ha coinvolto 10mila ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Per il desiderio numero due, invece, c’è ancora da aspettare: il 15% vorrebbe fare un viaggio. Molta meno attesa (8%) per la riapertura di ristoranti e locali.

Anche se, va detto, pure gli under18 qualche libertà in più se la sono già presa. A volte andando oltre le regole. Una buona percentuale del campione (54%) i suoi amici più stretti li ha visti di straforo: il 29% si è incontrato solo con quello del cuore, il 25% ha allargato il giro. Una leggerezza frutto di una scarsa conoscenza delle norme in vigore attualmente?

Non proprio: il 70% sapeva che non poteva farlo ma ha voluto rischiare lo stesso. E anche tra quelli che ignoravano il divieto, circa un terzo anche se lo avesse saputo sarebbe uscito comunque. Una domanda a questo punto sorge spontanea: e i genitori? Hanno guidato i ragazzi in questa fase? La risposta è nì: anche se lo avessero fatto, non tutti hanno recepito. Uno su 3 dice infatti di non essere stato consigliato dai “grandi” su come comportarsi.

Con qualcuno, però, già ci si può incontrare senza problemi: sono i tanto discussi congiunti (inizialmente solo i parenti e, dopo mille polemiche, anche i fidanzati).

Un’occasione che i ragazzi non si sono lasciati sfuggire, sin dai primi giorni della Fase 2, ma senza eccessivi entusiasmi. Con dinamiche che lasciano riflettere: potremmo dire che il sangue batte la passione. Più di 6 su 10, infatti, si sono immediatamente fiondati a trovare un parente che non vedevano da troppo tempo. Gli affetti che mancavano di più? I
nonni: il 63% è andato proprio da loro. Meno urgente la necessità di rivedere l’amore: tra i fidanzati, solo la metà (48%) è corsa da lui o da lei alla fine del lockdown; gli altri hanno preferito attendere ancora qualche giorno.

L’origine di un atteggiamento del genere potrebbe risiedere nell’obbligo di usare tutte le precauzioni adottate in questi mesi (guanti, mascherine e distanziamento) anche al cospetto dei propri cari. Un’impresa davvero ardua che i ragazzi sono riusciti a portare a termine abbastanza agevolmente con i parenti: quasi tutti (94%) giurano di aver rispettato le regole, in ambienti spesso protetti (circa 8 su 10 si sono incontrati in casa) e cercando di evitare baci e abbracci (il 65% dice di avercela fatta, il 27% avrebbe voluto ma alla fine ha ceduto, solo il 39;8% ha trasgredito senza neanche pensarci). Molto più complicato farlo con l’amore: quasi il 39;80% è partito da casa con guanti e mascherina (anche perché 4 su 10 si sono visti fuori, in un luogo pubblico, più esposto). Ma poi il trasporto ha avuto la meglio: appena il 30% ha mantenuto le distanze.

Ma, più in generale, come stanno affrontando la Fase 2 gli adolescenti? Con molta prudenza. Congiunti a parte, molti di loro ancora non se la sentono di riprendere appieno la vita di prima: più della metà (54%) continua a limitare al minimo le uscite, il 29% aggiunge qualche passeggiata all’aria aperta, solamente il 17% ne ha approfittato subito per dare sfogo alla sua voglia di libertà. C’è addirittura una fetta consistente di ragazzi (19%) che rimpiange la Fase 1, soprattutto per paura di una ripresa del contagio; solo il
58% è contento che si stia gradualmente tornando alla vita normale.

Indicativo anche il fatto che solamente 1 su 5 non veda l’ora che riaprano barbieri e parrucchieri e che appena 1 su 10 stia smaniando per la riapertura delle palestre.

Che i ragazzi reagiscano in questo modo, da un certo punto di vista, non è però una cattiva notizia. Perché le indicazioni del Governo non sembrano essere chiare fino in fondo ai più giovani. Il 42%, ad esempio, pensa che bar e ristoranti siano ancora chiusi mentre solo il 55% sa che sono aperti dal 4 maggio per il servizio da asporto. Così come il 27% è convinto che tutti i negozi abbiano riaperto (meno di 1 su 2 è al corrente che, per
il momento, solo alcune categorie hanno potuto rialzare le saracinesche). Confusione anche sulle regole per l’attività all’aria aperta dei minori: appena il 36% sa che può farla, a patto di osservare regole ben precise.

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