Coronavirus, Fase 2 dal 4 maggio: chi si occuperà dei bambini quando i genitori rientreranno al lavoro?

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Fase 2 e scuole chiuse: le difficoltà delle famiglie per accudire i bambini.

Fase 2

Dal 4 maggio si allenteranno le misure restrittive con la graduale ripresa, in sicurezza, delle attività produttive e non del Paese.

L’allentamento delle misure avverrà sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Ne abbiamo parlato in  Coronavirus, Conte: “dal 4 maggio rientro differenziato tra regioni, entro fine settimana comunicheremo il piano”

Difficoltà delle famiglie

In vista della succitata riapertura e della prosecuzione della sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche uno studio ha rivelato le difficoltà delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano fuori casa o in cui un genitore lavora in smart workig e uno fuori casa.

Le famiglie prese in esame, come mostra lo studio commissionato da Yoopies, si dividono in due gruppi:

  • 53% in cui entrambi i genitori torneranno a lavorare;
  • 47% in cui uno dei due genitori rimarrà a casa con i bambini, lavorando in smart working o senza lavorare per la sospensione dell’attività lavorativa.

Queste le soluzioni cui ricorreranno i due gruppi per la cura dei figli:

  • ricorso ad una baby sitter (50%);
  • aiuto di amici e parenti (30%).

Il 20% non ha ancora trovato alcuna soluzione, pensando addirittura di sospendere l’attività lavorativa.

La baby sitter, dunque, come sopra riportato, sembra essere la soluzione più gettonata.

Bonus baby-sitting

Ricordiamo che il decreto n. 18 del 17 marzo 2020, com’è noto, ha previsto un bonus baby-sitting  in alternativa al congedo specifico, aggiuntivo a quello parentale.

Il 48% dei genitori, che ha preso parte allo studio, ha già richiesto o si propone di farlo il suddetto bonus baby-sitting, ma solo il 9% lo valuta soddisfacente per coprire la reale esigenza legata all’emergenza.

Anche perché  “il Bonus non copre nemmeno un quarto delle spese da sostenere per due bambini tenuti 8 ore da una baby sitter per 5 giorni alla settimana per i prossimi 5 mesi”. Altre: “Si tratta di emergenza da marzo a settembre. 600 euro coprono solo un mese e il bonus baby sitter non è cumulabile con i 15 giorni di congedo parentale straordinario, che sono comunque pochissimi

Smart working

Le difficoltà non mancano anche per chi resterà a casa e lavorerà a distanza, in relazione alla conciliazione tra esigenze di famiglia ed esigenze lavorative.

Le difficoltà, poi, sono accresciute dalla didattica a distanza in quanto i bambini e i ragazzi vanno seguito.

Il 75% dei genitori dichiara, infatti, di fare molta fatica a portare a termini i progetti di lavoro dovendosi occupare dei bambini.

Lo studio completo

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