Far insegnare informatica ai docenti non laureati è un danno per la scuola

Di Lalla
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Prof. Antonio Rossi – Sono un docente di A042 (Informatica) iscritto all’Associazione Nazionale Docenti di Informatica [ANDINF] e sono a dir poco esterefatto da tutto ciò che sta accadendo nel mondo della scuola. Negli ultimi anni ci hanno prima regalato i 35 alunni per classe (che ha comportato il taglio di moltissime classi), poi l’aumento (in molti casi) delle ore di cattedra (quest’anno moltissimi colleghi hanno dalle 19 alle 24 ore con conseguente
taglio di altre cattedre), poi l’introduzione delle ore di 60 minuti (ha fatto si che avvenisse un taglio del 15% delle ore curriculari soprattutto negli istituti tecnici e professionali).

Prof. Antonio Rossi – Sono un docente di A042 (Informatica) iscritto all’Associazione Nazionale Docenti di Informatica [ANDINF] e sono a dir poco esterefatto da tutto ciò che sta accadendo nel mondo della scuola. Negli ultimi anni ci hanno prima regalato i 35 alunni per classe (che ha comportato il taglio di moltissime classi), poi l’aumento (in molti casi) delle ore di cattedra (quest’anno moltissimi colleghi hanno dalle 19 alle 24 ore con conseguente
taglio di altre cattedre), poi l’introduzione delle ore di 60 minuti (ha fatto si che avvenisse un taglio del 15% delle ore curriculari soprattutto negli istituti tecnici e professionali).

Nella situazione di questi tagli generalizzati, ho scoperto con rammarico che della qualità dell’insegnamento e del futuro dei nostri studenti importa poco a molti. Si stanno facendo dei meri calcoli a tavolino sul numero dei docenti soprannumerari che perderanno il posto e devono essere a tutti i costi impiegati. Allora a cosa si è pensato?

Prendiamo una disciplina [ndr. Informatica] la definiamo “Atipica” (vorrei tanto conoscere la persona che ha avuto cotanto cervello per fare una cosa del genere!) e così facciamo in modo che la possano insegnare più o meno tutti! Nel 2011, dove le specifiche per diventare docente sono rigidissime, dove si chiede la laurea anche per gli insegnanti delle scuole elementari si sono inventati che l’Informatica può essere insegnata anche da persone senza laurea. Le mie riflessioni sono le seguenti:

1. la nostra abilitazione (per non parlare del nostro titolo di studio) non vale più nulla?
2. Le nostre competenze che abbiamo acquisito con anni di studio in una Università specifica, con l’abilitazione, con anni di insegnamento della materia specifica non valgono più niente?
3. Se ci sono delle regole da rispettare, perché non le devono rispettare tutti?
4. Io ho titolo per insegnare matematica ma non essendo abilitato, non la posso insegnare. Gli altri addirittura senza titolo e senza abilitazione lo possono fare. Vi sembra giusto?

A prescindere che tutto ciò va a scapito dell’insegnamento della materia stessa, (a questo punto sembra probabile che coloro che decidono neanche sappiano cosa significhi la parola informatica e la scambino come mera battitura di tasti) che dovrebbe essere una colonna portate per la nostra presente e futura società tecnologica ma che invece viene considerata come materia da dare a qualsiasi perdente posto.

La situazione previsionale è consultabile al seguente link:

Il tutto è andato avanti senza tenere in minimo conto dei danni creati ai docenti di A042:
1) per i docenti di ruolo di Informatica che già hanno subito la riduzione del monte ore della loro disciplina nei trienni dei Tecnici del vecchio ordinamento;
2) per i docenti di ruolo di Informatica, laureati, che per effetto di unificazione delle graduatorie con docenti diplomati si sono ritrovati sistematicamente in coda;
3) per i docenti di ruolo di Informatica negli Istituti Professionali per il commercio (vecchio ordinamento) che vedranno sparire le tre ore di insegnamento nel triennio;
4) per i docenti precari di Informatica che hanno visto ridursi le disponibilità di cattedre e di ore per contratti a tempo determinato;
5) per i docenti precari, regolarmente abilitati in Informatica – A042, che attendono l’immissione in ruolo ormai da anni e che si sono ritrovati ancora una volta fermi al palo.

Questa lettera è indirizzata a tutti coloro che hanno a cuore il sistema formativo pubblico nel nostro paese, ai genitori degli alunni che hanno il diritto di avere docenti specifici, con titolo adeguato come docenti dei propri figli, ai Dirigenti Scolastici che rischiano di veder assottigliarsi le risorse (docenti) capaci di gestire le problematiche informatiche nei propri Istituti, a tutti coloro che per un semplice fattore di giustizia pretendono che le regole valgano per tutti.

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