Fantò (Psi): Classi fino a 15 alunni e concorso per titoli e servizio

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Comunicato stampa – In 16 piazze d’Italia, genitori, alunni e docenti sono scesi ieri in piazza per manifestare contro la didattica a distanza e affinché il Governo metta in atto opportune iniziative per permettere a tutti gli alunni di rientrare a scuola a settembre.

Alle famiglie e ai docenti è ben chiara l’importanza della funzione dei docenti e della didattica in presenza.

Da febbraio il Governo avrebbe dovuto far partire un piano di ricognizione degli Istituti scolastici per capire quale fosse la disponibilità di aule a norma e poi prevedere la realizzazione di nuove aule. Tutto ciò non è stato fatto, per risparmiare, risparmiare sull’istruzione dei nostri giovani.

Il rischio concreto è di arrivare a settembre non solo con centinaia di migliaia di cattedre scoperte ma anche senza la possibilità di fare lezione in sicurezza.

La DaD ha dimostrato di non essere la soluzione, la didattica a distanza priva alunni e docenti di quella relazione umana che sta alla base dell’insegnamento, soprattutto nel primo ciclo. Inoltre è impensabile, irragionevole poter credere che gli Istituti scolastici e le famiglie abbiano la capacità di interagire in maniera continua, costante ed efficace attraverso gli strumenti informatici.

Il PSI ha presentato emendamenti al Decreto scuola affinchè da settembre non vengano più formate classi con più di 15 alunni e contemporaneamente lo Stato assuma, attraverso un concorso per titoli e servizio, i molti, troppi insegnanti precari che stanno da anni tenendo in piedi la nostra scuola.

L’unica soluzione ragionevole, allo stato dell’arte, è quella di rimodulare le classi ed effettuare turni di lezioni alla mattina e al pomeriggio. Per far ciò sarà necessario per lo meno un aumento di circa 100000 cattedre. Da far coprire a chi? Ecco perchè è necessario, in questo stato di assoluta emergenza, assumere subito e molto, tramite concorso per titoli e servizio riservando poi all’anno di prova una fase abilitante che concluda il percorso concorsuale.

Vedremo lunedì cosa verrà portato in votazione in Commissione istruzione al Senato e nei giorni successivi in aula. Il PSI ha fin da febbraio una posizione chiara, esplicita, una posizione che porterà avanti nelle piazze e sui social come partito e, in Parlamento, con il suo Senatore Nencini.

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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