Familiari alunno picchiano docente. La scuola apre procedimento disciplinare nei confronti del prof.

di redazione
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“Gentile Ministro, è ammissibile per buonsenso e messaggio educativo che un docente aggredito, ingiuriato, minacciato e abbandonato a se stesso debba anche difendersi dal fuoco amico? Mi chiedo come mai la parola di minorenni diseducati e le minacce di famiglie aggressive mettano in discussione la serietà di chi ogni giorno lavora per costruire conoscenza e competenza ma anche le donne e gli uomini di domani”.

Inizia così la lettera scritta alla Fedeli dal prof. Giuseppe Falsone, vittima di un aggressione da parte dei familiari di un alunno tredicenne e oggetto din un procedimento disciplinare da parte della scuola, come riferisce il “Secolo XIX.it“.

Il docente, in servizio presso  la scuola media Casteller di Paese in provincia di Treviso, ricorda l’episodio verificatosi nel mese di dicembre u.s.: un alunno non voleva uscire dall’aula durante la ricreazione, come previsto dal regolamento di Istituto; il professore, dopo aver cercato di convincere l’allievo ad uscire, lo accompagna fuori dall’aula tenendogli una mano sulla spalla. Dopo un paio di giorni, la visita del padre e del fratello dell’alunno, che hanno colpito il professore.

Al ritorno dalle vacanze di Natale, il docente scopre che per l’alunno non era prevista alcuna punizione, mentre il dirigente aveva aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Perché? Perché si tratta di un atto dovuto, gli spiegano a scuola,  in quanto i genitori dello studente avevano presentato un esposto.

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