“Falsità dietro la parola inclusione”, “disgusto per le classi differenziali”, “In Germania il sistema è diverso”. La proposta choc dell’AFD in Germania fa discutere. I commenti sui social

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Le parole del leader della destra radicale tedesca dell’Afd in Turingia, Björn Höcke, hanno acceso un fuoco di dibattito su un tema delicato: l’inclusione nelle scuole. Dichiarando guerra all’ “ideologia inclusiva”, Höcke propone l’isolamento delle persone con disabilità, definendole come un “fattore di stress” per gli studenti.

Ma cosa pensano gli utenti di Orizzonte Scuola?

Emanuela Naselli denuncia la falsità dietro la parola “inclusione” in Italia. Nonostante ci siano leggi valide, la realtà nelle scuole statali è ben diversa. La mancanza di risorse, il personale precario e la riduzione di assistenza sono una triste realtà.

Maria Luisa Santoro, invece, esprime disgusto per l’idea di “classi differenziale”. Sottolinea come i diversamente abili siano oggi accolti ovunque e chiede che chi promuove tali idee venga rimosso dai contesti pubblici.

Sottolineando le esigenze specifiche degli studenti con disabilità, Rossella Martone sostiene che l’obiettivo dovrebbe essere l’ottimizzazione, non l’esclusione. D’altra parte, Marcello Lanzillotti sottolinea che prima del diritto all’inclusione c’è il diritto all’infanzia.

Ma c’è anche chi evidenzia la differenza tra i sistemi scolastici. Anna Pisani ricorda che la Germania ha scuole speciali e un sistema di scrematura basato sui voti. Mentre Erika Grassi insiste sul fatto che l’ascolto è più importante dell’appartenenza e che l’inclusione non dovrebbe essere forzata.

Andrea Matarazzo, infine, parla dalla sua esperienza, sottolineando come la presenza di un disabile in classe sia un’opportunità per tutti. Chiede che non si torni indietro, ma si cerchi un equilibrio tra inclusione e attenzione alle esigenze speciali.

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