“Fallire è la cosa più normale che ci sia. Ma poi rialzarsi è il problema. I ragazzi devono comunicare il loro dolore”. Le parole di Paolo Crepet

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“E’ una società orrenda quella in cui i giovani non possono urlare il proprio dolore. A qualsiasi età non ci si toglie la vita per una qualsiasi cosa sia accaduta”.

Sono le parole rilasciate a La7 dello psichiatra Paolo Crepet, che commenta il suicidio di una studentessa di 19 anni, episodio accaduto oltre 3 mesi fa.

Noi continuiamo a scambiare l’ultimo atto con le ragioni più profonde. Può essere un voto andato male, un’interrogazione andata male, il giudizio dei genitori, ma questa è la scena finale del film. Ma cosa è successo prima?”, si chiede Crepet, aggiungendo che “questa vicenda dovrebbe essere un tema in classe“.

Forse siamo tutti distratti, dobbiamo andare sempre bene. Ma alla fine capita. Fallire è la cosa più normale che ci sia. Il problema è tirarsi su. Chi ti aiuta a tirarti su?

Chi sogna fa anche fatica a continuare a farlo, chi non sogna niente credo sia in una specie di limbo. Dobbiamo intercettare il dolore degli altri. E i ragazzi devono pensare che il dolore si deve comunicare, anche senza le parole, con il silenzio o un urlo“, conclude.

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