Le falle della Buona Scuola. Lettera

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E così 123 docenti di sostegno della provincia di Bari vanno fuori Regione mentre altri docenti meno “titolati” hanno il posto sotto casa! Meritocrazia?

E così 123 docenti di sostegno della provincia di Bari vanno fuori Regione mentre altri docenti meno “titolati” hanno il posto sotto casa! Meritocrazia?

Il piano assunzionale definito “senza precedenti” improvvisato in pochissimi mesi dal Governo ormai è evidente che, nella sua piena attuazione, ha mostrato falle su più fronti, ledendo pesantemente i diritti di migliaia di docenti, cd. precari storici, che dopo aver accumulato per anni titoli culturali e di servizio, si sono visti sbattere a centinaia di chilometri da casa e colleghi molto meno “titolati” con il posto sotto casa.

A Bari, 123 insegnanti di sostegno della scuola secondaria di II grado, sono stati beffati da colleghi meno “titolati” che, a parità di scelta, essendo peggio posizionati, hanno ottenuto il posto comune che poi si è rivelato più favorevole rispetto al posto di sostegno.

L’estrema generalità della Tabella 1 art.1 comma 95 della Legge in questione che ripartiva i posti del potenziamento esclusivamente per grado di istruzione e Regione ha indotto i docenti in questione ad effettuare una scelta di tipo razionale, tra posto comune o di sostegno (per chi aveva tale titolo che poi si è rivelato penalizzante) entro il 14/08/2015, nell’alveo delle proprie possibilità determinate dalle varie abilitazioni conseguite e sudate, sulla base dei dati storici relativi a precedenti assunzioni, scartando classi di concorso da anni in esubero in tutta Italia, non essendo stato esplicitato nessun criterio di ripartizione seppur intuibile all’interno della citata Legge. Infatti il comma 95 demandava la ripartizione dei posti, di cui alla citata Tabella 1, tra le classi di concorso ad un successivo decreto del dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale, sulla base del fabbisogno espresso dalle istituzioni scolastiche, ricondotto nel limite delle graduatorie esistenti.

Ebbene, i Collegi docenti delle varie istituzioni scolastiche sono state chiamate a decidere quali classi di concorso contemplare nella propria istituzione scolastica per l’organico del potenziamento solo a fine settembre 2016, quando ormai il termine per la presentazione della domanda per rientrare nel piano assunzionale era già abbondantemente scaduto (14 agosto 2015) e conseguentemente l’USR ha pubblicato la ripartizione per classi di concorso solo a novembre, tra l’altro non rispettando, in molti casi, le richieste delle istituzioni scolastiche.

Il risultato è stato che classi di concorso notoriamente da anni in esubero a livello nazionale, A017 – Discipline economico aziendali e A019 – Discipline economico-giuridiche ne sono l’esempio più eclatante, hanno visto attribuirsi rispettivamente 55 posti e 183 posti solo nella sola provincia di Bari. Docenti (precari storici da anni) con tali abilitazioni e con la specializzazione sul sostegno hanno, in massa, optato come prima preferenza il tipo di posto sostegno, visibilmente sotto organico nella scuola secondaria di II grado rispetto agli altri ordini di scuola, giusta prova i grandissimi numeri dei contratti a tempo determinato che annualmente gli Usp, nella fattispecie quello di Bari, sottoscrive a settembre.

Anche il fatto delle assunzioni a tempo indeterminato eseguite poi a novembre 2015, di fatto inserendo i docenti stessi in un canale ben definito (posto comune o di sostegno) attribuendo una sede temporanea, è stato ancor più fuorviante per la precedenza, nelle operazioni di mobilità di agosto 2016, prevista per chi chiedeva il trasferimento perché in ruolo già dall’a.s. 2014/15.

In realtà sarebbe stato auspicabile che, prima del piano assunzionale, fosse stata operata una mobilità per costoro, dato che evidentemente c’è stata la volontà politica di farli rientrare, e poi, con numeri più precisi, emanare un piano di assunzione straordinaria, anche nazionale, ma con posti disponibili reali e non immaginari per i nuovi assunti.

Nei fatti, l’enorme numero dei trasferimenti su sostegno e i grandi numeri dei posti comuni messi a disposizione per il potenziamento (non esplicitati per tempo però) ha di fatto penalizzato fortemente coloro i quali avevano optato il posto sostegno come prima scelta rispetto al posto comune. A tal proposito la ripartizione della succitata Tabella non è stata di nessun aiuto per i docenti neoassunti che hanno “rischiato” sulla propria pelle anni di sacrifici ricattati dal comma 131 della legge in questione che blocca le supplenze oltre i 36 mesi.

Paradossale è poi il caso di alcuni che a parità di scelta (posto comune o di sostegno) in sede di domanda, il docente con punteggio maggiore è fuori provincia, il docente con minor punteggio ha ottenuto l’ambito desiderato! Tutto perché la legge ha previsto una suddivisione per fasi nella mobilità che ha nei fatti favorito coloro i quali erano in ruolo già dall’a.s. 2014/2015 e gli ultimi nelle GAE.

Inoltre la tabella di valutazione che espone i criteri utilizzati per la valutazione dei titoli culturali e di servizio previsti dalle Graduatorie ad esaurimento con i quali sono stati individuati i docenti che hanno stipulato i contratti a tempo indeterminato ha subito una notevole variazione rispetto alla tabella di valutazione prevista nel contratto di mobilità che, essendo però questa volta nazionale, ha determinato in molti casi un ribaltamento delle posizioni, modificando enormemente le aspettative dei docenti che si sono ritrovati punteggi non rispondenti a quanto valutato in sede di individuazione per la stipula del contratto a tempo indeterminato.

L’effetto che oggi è sotto gli occhi di tutti è che persone inserite nelle GAE con un punteggio bassissimo (solo quello del titolo di abilitazione es. 13 punti) oggi si sono visti attribuire il proprio ambito su posto comune, mentre docenti pluriabilitati e specializzati, con un servizio decennale e oltre, sono stati sbattuti su ambiti lontanissimi e comunque fuori Regione per il solo fatto di avere un titolo in più: la specializzazione del sostegno.

Oltre al danno biologico ed economico, tali docenti, non più giovanissimi e con famiglia al seguito, hanno anche la beffa di avere il blocco quinquennale su posto di sostegno prima di poter chiedere trasferimento al posto comune!

Si spera in una presa di coscienza delle Istituzioni preposte nonché della classe politica dell’enorme problema causato e di una pronta soluzione che quantomeno tamponi l’evidente l’ingiustizia ricevuta!

 

Prof.ssa Teresa Santo

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