Facciamo dire a Presidi, genitori, colleghi, tutor, chi merita il ruolo. Lettera

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inviata da Monica Corradini – Spett OrizzonteScuola, si parla tanto di precari e selezione: tutti contro tutti per potersi accaparrare il ruolo, secondo quelli che sono i propri titoli. Una guerra tra poveri. Chi ha ragione? Certamente chi da anni combatte in Terza Fascia dovrebbe avere un posto in prima fila, ma i giovani laureati non meritano lo stesso trattamento di chi è rimasto ingabbiato per anni.

Ci sarebbe un modo semplice per tutti: passare al ruolo attraverso un sistema (fatto magari della valutazione congiunta di presidi, colleghi, genitori, tutor… ) che dopo un anno di insegnamento decreti se la persona sia davvero in grado di svolgere questo mestiere complesso. Solo così si potrebbe certificare la qualità. Iniziando a valutare (quindi stabilizzare) quegli insegnanti che sono in Terza Fascia da anni, che abbiano insegnato nella pubblica o nella privata poco imporra. Poi procedere con tutti gli altri.

Attraverso questo tipo di selezione si eviterebbe sia di mettere in ruolo “incapaci” che si sono solo presentati a scuola negli ultimi anni, sia “incapaci” neolaureati con tante nozioni fresche (che forse farebbero loro superare un concorso) ma poi magari incapaci di rapportarsi con una classe di individui delicati e complessi.

Per questo processo potrebbe bastare un anno. Sarebbe così semplice, premierebbe davvero il merito e soprattutto garantirebbe qualità all’interno della scuola.

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