Fa discutere proposta Pd di obbligo scolastico fino a 18 anni

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Per rilanciare la scuola nel Sud del Paese servono interventi differenziati.

E’ quanto teorizzato in un articolo sul Sussidiario.net in cui viene fatta una analisi fra il divario Nord-Sud dal punto di vista dell’istruzione.

Il sito si concentra in particolar modo sulla proposta del Pd; non si tratta di una difesa di parte, ma – come viene spiegato nell’articolo – di una valutazione attenta su qualsiasi ipotesi, a prescindere da dove e da chi arrivi.

Fatta questa premessa, nell’editoriale si cerca di valutare attentamente se l’obbligo scolastico fino a 18 anni è veramente una misura efficace soprattutto se affiancato dagli altri provvedimenti per contrastare l’abbandono scolastico.

Fra le proposte del Pd ci sono l’aumento degli stipendi dei docenti e la gratuità per le famiglie più povere dei libri di testo fino ai 18 anni, età entro la quale si propone – appunto – di innalzare l’obbligatorietà per la frequentazione della scuola.

La lunga riflessione si basa su un paio di assunti fondamentali: la proposta del Pd potrebbe non essere alla portata del nostro paese per l’alto tasso di evasione e di abbandono scolastico.  Dopo aver approfondito questi due aspetti, l’autore dell’articolo, Antonio Napoli, lancia una controproposta: invece che innalzare l’età dell’obbligo scolastico a 18 anni, sarebbe meglio abbassarla, nelle aree svantaggiate, dai 6 ai 3 anni, accompagnando “questo progetto con un serio e rigoroso piano di rilancio del tempo pieno”.

Poi ha ricordato una serie di dati statistici sia sull’abbandono scolastico, sia sul rendimento degli studenti, tale per cui è auspicabile che nel programma di Governo la scuola diventi effettivamente una priorità come annunciato.

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