F-35: Sel-M5S-Pd, rinunciare a progetto e dare risorse a welfare, scuola

di redazione
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Quella di dotare la nostra aviazione di aerei F-35, capaci di trasportare anche ordigni nucleari, ”è una scelta folle, insensata”, con un costo complessivo di 12,9 miliardi di euro per 90 velivoli ”destinato a salire nel tempo”.

Quella di dotare la nostra aviazione di aerei F-35, capaci di trasportare anche ordigni nucleari, ”è una scelta folle, insensata”, con un costo complessivo di 12,9 miliardi di euro per 90 velivoli ”destinato a salire nel tempo”.

Per questo è necessario ”cancellare la partecipazione italiana al programma di realizzazione degli F-35” e destinare i fondi che verranno risparmiati, a partire dai 4 miliardi previsti per quest’anno, ad altri impieghi, dal welfare alla sanità alla scuola. Lo chiedono con una mozione presentata alla Camera i gruppi a Montecitorio di Sel e Movimento 5 Stelle (nella loro totalita’) e quattordici deputati del Pd.

Nel corso di un incontro con i giornalisti a Montecitorio Giulio Marcon (Sel), spiega che dei 12,9 miliardi totali che l’Italia dovrebbe spendere per il progetto ”i quattro previsti per quest’anno sono esattamente la stessa somma che deriverebbe dall’Imu. O sono i fondi necessari ad investire nella sicurezza nelle scuole, nella realizzazione di 3.000 asili nido. Ancora – continua Marcon – questi soldi potrebbero garantire la metà dei costi che si avrebbero con l’introduzione del reddito di cittadinanza”. Oppure, ”rappresentano 4 volte la somma stanziata per la Cig in deroga”. Insomma ”una scelta folle e insensata”, sottolinea l’esponente di Sinistra Ecologia Libertà definendo ”ridicola la definizione data dal ministro della Difesa Mario Mauro degli F-35, strumenti di pace”. Questi aerei, prosegue Marcon, ”sono dei caccia di attacco che possono trasportare ordigni nucleari” e il cui costo complessivo, fra l’altro, ”potrebbe salire di un terzo rispetto alla cifra iniziale”. Marcon rivolge un appello ”a chi non ha firmato” la mozione, chiedendo un ”gesto di responsabilità in un momento in cui non si trovano risorse per le scuole, per il welfare. Anzi, in un momento in cui si taglia”. Insomma, aggiunge, ”possiamo fare a meno degli F-35 ma non possiamo fare a meno di ospedali che funzionano, di un sistema di welfare”.

Dal canto suo Maria Edera Spadoni, di M5S, ricorda come ”uno dei punti del nostro programma fosse l’abolizione del programma F-35. E’ uno spreco di denaro, che va investito in altri ambiti”. Spadoni non ha dubbi, questa mozione più viene sostenuta dai gruppi parlamentari e più ha la possibilita’ di essere messa in discussione”. L’esponente 5 stelle sostiene che ”in primis bisogna investire nel reddito di cittadinanza” oppure, continua, ”destinare le risorse che verranno risparmiate nell’applicazione della Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne”. Ancora, ”investire per risolvere il dissesto idrogeoligico nel nostro Paese”. Insomma, chiede Spadoni, ”investire in settori in cui c’e’ bisogno”.

Antonella Duranti di Sel sostiene che parallelamente alla cancellazione del programma F-35 bisogna ”lavorare per riportare in Parlamento la discussione sul nostro modello di difesa, che come e’ ora confligge con la Costituzione”.

Duranti chiede, come recita per altro la mozione, che il modello di difesa si sviluppi ”sulla base del dettato costituzionale e della politica estera italiana, affermando un ruolo centrale per la politica europea e sostenendo il ruolo di peacekeeping per le forse armate”.

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