Ex preside 86enne truffato col trading online: persi 19mila euro

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L’ultimo campanello d’allarme sulle truffe digitali è suonato dalla Polizia Postale. Con un post recente sulla pagina Facebook “Commissariato di PS Online – Italia”, si avverte la crescente preoccupazione per le truffe nel trading online.

Nel dettaglio, la nota fa riferimento all’incremento delle denunce in Puglia, segnalando l’intervento del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della regione.

La vittima più anziana di questa nuova ondata di frodi? Un ex preside di 86 anni, a cui sono stati sottratti circa 19.000 euro. Questa tipologia di crimine, non solo risulta essere insidiosa, ma anche particolarmente dannosa. Le perdite variano dalle poche migliaia di euro a cifre ben più considerevoli. Spesso, il contatto iniziale tra la vittima e il truffatore avviene attraverso le principali piattaforme social o app di incontri.

Uno stratagemma frequente consiste nell’utilizzo improprio del nome di aziende rinomate. I truffatori si presentano come brokers con nomi anglosassoni o donne d’affari straniere appassionate di finanza. Il mercato delle criptovalute, con la sua notoria volatilità, diventa il teatro perfetto per queste truffe, spingendo le vittime ad investire ingenti somme nella speranza di guadagni astronomici. Questi “investimenti” sono poi diretti verso piattaforme fittizie, gestite dai truffatori stessi, dove i guadagni promessi si evaporano non appena la vittima tenta di ritirarli.

La natura delle criptovalute, con la loro capacità di garantire l’anonimato, rende arduo il recupero delle somme truffate. La prudenza è quindi essenziale. È fondamentale evitare trasferimenti a soggetti non identificati, operanti su piattaforme non autorizzate in Italia e affidarsi solo a operatori qualificati e regolamentati.

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