Ex Ministro Gelmini, Graduatorie esaurimento vive e vegete. No abolizione vincolo triennale, prevedibile caos mobilità

di redazione
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“La realtà ha superato ogni peggiore previsione. Ma era già tutto scritto nella legge della cosiddetta ‘Buona Scuola’, perché è davvero incredibile che un piano così straordinario di immissioni in ruolo possa essere pensato e fatto senza un’accurata e preventiva analisi di quelle graduatorie a esaurimento che si intendevano eliminare, e che invece sono ancora vive e vegete”.

Non usa mezzi termini Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione dal 2008 al 2011, nel commentare quello che su tanti articoli di stampa viene definito il “caso delle cattedre”. Quest’anno due milioni e mezzo di studenti (circa un terzo del totale) – ricorda Tuttoscuola che ha intervistato l’ex ministro – hanno cambiato insegnante, e agli alunni con disabilità è andata anche peggio: ci sono scuole che hanno visto alternarsi ben 27 docenti di sostegno in pochi mesi. Per Mariastella Gelmini “era prevedibile che la possibilità di rimanere in una sede più vicina al proprio domicilio attraverso l’organico del potenziamento, unita alla mobilità straordinaria, non avrebbe fatto altro che ipotecare la continuità didattica dell’anno successivo”.

A questo, “si è poi aggiunto il fenomeno delle assegnazioni provvisorie. Insomma, le ragioni del mancato rispetto della continuità didattica risalgono all’impianto stesso della legge sulla buona scuola”. “L’obiettivo primario del Ministero deve essere quello di garantire la qualità degli apprendimenti a tutti gli allievi sul territorio, indipendentemente dalla zona geografica. Invece, soprattutto negli ultimi anni le esigenze dei docenti sono state anteposte a quelle degli studenti a scapito della continuità didattica e della qualità degli apprendimenti” osserva Mariastella Gelmini. L’ex titolare del dicastero dell’Istruzione fa notare che “nonostante la massiccia immissione in ruolo il numero di supplenze nel 2016 ha raggiunto le 100 mila unità come l’anno precedente”, “non è stato possibile coprire le cattedre di matematica e delle materie scientifiche che sono ormai esaurite da anni” e “queste stesse cattedre non hanno potuto essere coperte neppure a seguito del concorso che avrebbe dovuto consentire di immettere in ruolo circa 63.000 docenti, visto che le procedure non sono ancora concluse e molti insegnanti privi di abilitazione non hanno potuto parteciparvi”.

Che fare dunque? Gelmini contesta il fatto che anche per il prossimo anno non ci sarà il vincolo triennale di permanenza sulla stessa cattedra. “Non comprendo le ragioni di una simile scelta per la scuola se non quella del raggiungimento di una ‘pax sindacale’ incrinata dal precedente Ministro” dice aggiungendo che “riaprire le porte della mobilità straordinaria a migliaia di docenti è penalizzante soprattutto per gli studenti di quei docenti che lo scorso anno si sono dovuti trasferire dal Sud”.

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