“Evviva il digitale, evviva la didattica innovativa, ma con compagni e insegnanti”, INTERVISTA a Laura Fumagalli

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La pandemia ha rappresentato un acceleratore per la didattica digitale, la DAD del primo lockdown e la DDI alla riapertura dell’anno scolastico hanno visto la didattica a distanza, nel bene e nel male, protagonista nelle nostre scuole. In questo contesto hanno rappresentato un valido supporto le piattaforme digitali. Ne abbiamo parlato con Laura Fumagalli, responsabile di MyEdu, editore digitale che si occupa di realizzare contenuti didattici innovativi.

Dottoressa Fumagalli, ci spiega i vantaggi di affidarsi ad una piattaforma digitale come supporto alla didattica?

L’utilizzo degli strumenti digitali produce dei benefici ormai assodati. Evidenzio di seguito i principali, sperando di essere concreta e non ripetitiva:

  1. Catturare l’attenzione e aumentare la concentrazione e il coinvolgimento del discente, migliorandone i risultati dell’apprendimento. Tradotto: si impara di più quando lo si fa in modo attivo, partecipe e bendisposto. Ancora meglio quando ci si diverte!
  2. Veicolare in modo più semplice e diretto alcuni concetti di difficile comprensione: la multi-medialità, ovvero l’utilizzo simultaneo di diversi canali – visivo, uditivo in primis-, riduce la complessità e facilita l’apprendimento. Un esempio banale: le cronologie storiche interattive che rappresentano visivamente le invasioni barbariche aiutano lo studente a comprendere e memorizzare gli aspetti spazio-temporali di quell’avvenimento storico. O ancora: un video interattivo che mostra come creare una proiezione ortogonale aiuta lo studente a comprenderne i vari passaggi, step by step. Un classico della letteratura raccontato attraverso una video animazione e speakerato da attori provoca nello studente un coinvolgimento emotivo che ne stimola l’attenzione e l’apprendimento.

Questo principio vale per tutti, ma ancora di più per studenti con particolari limiti visivi, difficoltà a mantenere l’attenzione o disturbi specifici dell’apprendimento.

  1. Semplificare il lavoro di tutti, studenti e insegnanti! La tecnologia, se ben utilizzata, consente di ridurre gli sprechi di tempo, grazie ai suoi automatismi che abilitano funzionalità a noi tutti familiari, dall’archiviazione di materiali che una volta creati rimangono a disposizione, alla ricerca efficiente e rapidissima di informazioni all’interno di database immensi, dalla condivisione immediata di documenti, alla replicazione di modelli (ad esempio verifiche), fino alla correzione (attenzione: non valutazione, che compete al maestro) dei test.
  2. Comunicare a distanza. Inevitabile segnalare anche questo punto in un periodo come quello che stiamo attraversando: oggi siamo tutti insofferenti verso la “dad” ma senza gli strumenti digitali sarebbe stato impensabile proseguire le lezioni durante i divieti imposti dalla pandemia.

MyEdu è partner del Ministero dell’Istruzione nell’ambito dello Stekeholder’s Club per il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, cosa comporta questo partenariato e qual è l’offerta della vostra piattaforma per insegnati e istituzioni scolastiche?

MyEdu ha siglato un Protocollo d’Intesa con il Ministero nell’ambito del PNSD con la mission di promuovere l’innovazione tecnologica nella Scuola italiana. Nello specifico, il protocollo è focalizzato sull’offerta alle scuole della nostra piattaforma didattica digitale MyEdu e di tablet per la creazione della classe virtuale. Oggi stiamo portando avanti nuovi accordi per il rinnovo della partnership in modo che sia ancor più focalizzata sulla fornitura della nostra nuova piattaforma, MyEdu Plus, rinnovata ed evoluta e ancora più avanzata e rispondente alle esigenze di una Scuola post pandemia, quindi sempre più semplice, intuitiva, veloce, completa. MyEdu è una piattaforma di CONTENUTI editoriali: percorsi che seguono i curricula indicati dal Ministero, su tutte le materie della scuola dell’obbligo. I contenuti sono inseriti in una piattaforma italiana costruita interamente in-house sulla base delle esigenze raccolte in questi anni lavorando a stretto contatto con gli insegnanti della Scuola italiana, completa di tutte le funzionalità che conosciamo – creazione di percorsi e condivisione con gli studenti, ma partendo da contenuti editoriali già pronti e a disposizione dei docenti.

In un momento dove la didattica a distanza ha rappresentato tutti i suoi limit, qual è la vostra proposta per non disperdere quanto di buono fatto in questo periodo e migliorare l’offerta formativa?

La dad ha avuto breve gloria purtroppo. Dopo i primi mesi del 2020 in cui è stata accolta con il fascino di una futuristica novità, tutti abbiamo potuto constatarne i limiti e arrivare a odiarla. Perché nel 90% dei casi è stata fatta con i mezzi e le possibilità a disposizione: un telefono, un angolo della casa un po’ più protetto dai suoni del lavoro degli altri familiari, e tanta frustrazione. Per gli insegnanti, poi, è stato tutto ancora più difficile e frustrante. La percezione è che non fossimo pronti per questo, e che quindi l’abbiamo fatto nel migliore dei modi, ma senza mezzi. Oggi che non ne vogliamo più sentir parlare, però, dobbiamo ricordarci che quelle video call con la maestra erano pur sempre l’appiglio di tanti bambini a una vita normale.

Crediamo che oggi la missione di tutti coloro che operano nel mondo della Scuola sia quella di far “dimenticare” le odiose videocall e, al contrario, evidenziare che gli strumenti digitali sono mezzi di potenziamento della didattica. Che speriamo non sia mai più a distanza, ma sempre in presenza, e sempre integrata e arricchita da ciò che la tecnologia ci permette di fare.

Per questo la nostra proposta si basa su 3 asset:

  1. I contenuti. La didattica non si fa senza sostanza: da Editori, quello che offriamo a insegnanti e studenti è innanzitutto una piattaforma di contenuti – MyEdu offre oltre 3000 lezioni multimediali (aggettivo dal sapore d’antan ma molto pertinente), attività interattive, video, test, esercizi, verifiche – strutturate in percorsi che seguono i curricula indicati dal Ministero, su tutte le materie della scuola dell’obbligo.
  2. Il supporto 1-1. La tecnologia deve essere un aiuto e un risparmio di tempo, non il contrario. Il nostro team scuole offre formazione personalizzata e assistenza diretta a tutti gli insegnanti e gli studenti che aderiscono al progetto, per fornire supporto su tutte le funzionalità della piattaforma.
  3. Concretezza! Al di là degli slogan sulla “scuola del futuro”, il nostro obiettivo è mostrare concretamente che cosa si può fare e in quali modi con questi strumenti. Per tornare al mettere al centro l’apprendimento, e non i progetti, i programmi e le “piattaforme”.

In questo modo speriamo di contribuire concretamente ad aiutare i professionisti della Scuola.

La DAD è stata molto difficoltosa soprattutto per i più piccoli. Alla luce dell’esperienza maturata ci dice qual è l’utenza di riferimento per la didattica a distanza ed in particolare da quale età si può considerare efficace questa modalità?

L’utenza della dad? Nessuna! Dal nostro punto di vista la didattica a distanza non deve essere un’opzione. Rimane semplicemente una possibile soluzione nel caso in cui non ci siano alternative.

Ciò che sarebbe importante che tutti comprendessero è che la didattica digitale NON è dad. La didattica digitale è uno strumento (ce ne sono molti altri) che ha dimostrato una grande efficacia nell’arricchimento della didattica tradizionale. La didattica digitale è didattica potenziata, ma solo quando messa in pratica in un contesto adeguato: la comunità scolastica, la classe!

MyEdu era presenta a Didacta, la fiera di riferimento per la didattica, quali sono state le innovazioni che avete presentato in questo contesto?

MyEdu partecipa a Didacta da espositore sin dall’istituzione di Didacta Italia. Ciò che abbiamo proposto quest’anno sono state esercitazioni pratiche per gli insegnanti che servissero a mostrare come utilizzare una piattaforma digitale di contenuti come MyEdu per le lezioni, in classe o da remoto. In particolare ci siamo focalizzati sull’interdisciplinarietà che la piattaforma consente di creare, passando da temi quali la “navigazione” (nella storia, nella geografia e nel web), l’educazione alla cittadinanza, le nuove metodologie per l’introduzione alla matematica (il metodo di Singapore), le origini della Terra e l’evoluzione della specie.

Chiudiamo con un’ultima domanda, la metodologia blended, dove si mescolano attività in presenza e distanza, può essere considerata la base della scuola del futuro?

In MyEdu siamo strenui difensori del blended-learning nella sua accezione di didattica tradizionale integrata da altre forme di insegnamento/apprendimento e quindi potenziata. Non siamo fan delle attività a distanza e non credo che mai lo diventeremo. Crediamo fermamente che il contesto ambientale dell’apprendimento e le relazioni personali che si sviluppano in questo contesto siano aspetti fondamentali dell’apprendimento stesso. Quindi evviva il digitale, evviva la didattica innovativa, purché sia insieme ai compagni e agli insegnanti.

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