Evitare ogni forma di discriminazione a scuola. L’appello del Garante dell’Infanzia della Toscana

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“Evitare ogni forma di discriminazione, anche indiretta. Le norme vanno attentamente mediate e calibrate per garantire equa tutela. Soprattutto se rivolte a persone di minore età che, dopo due anni di emergenza sanitaria, continuano a scontare tutto il disagio e le drammatiche conseguenze della marginalizzazione”.

È un appello forte quello che lancia la Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi.

Una richiesta di ”reale attenzione” verso ”soggetti invisibili a cui sono state richieste rinunce e sacrifici altissimi in un delicato e fondamentale momento di crescita e sviluppo. Ciò ha ed avrà comprovate ricadute negative sul benessere fisico e mentale, incidendo pertanto gravemente sulla loro vita e su quella di una comunità intera”.

L’appello nasce dalla presa di posizione di molti genitori che nelle loro segnalazioni alla Garante sottolineano che dopo due anni senza socialità e condivisione, senza attività fisica e ricreativa, senza insegnamento reale, due decreti del Governo stanno limitando fortemente diritti costituzionali quali l’istruzione e l’educazione o l’accesso ad attività sociali.

Il decreto legge 229/2021 vieta le attività sportive, culturali e ricreative ad oltre 28mila ragazze e ragazzi con certificazione verde con vaccinazione in scadenza o non vaccinati per motivi di varia natura.

Il decreto (5/2022) poi, disciplina la gestione dei casi di positività a scuola introducendo ”misure differenziate” a seconda dello stato vaccinale degli alunni.

Queste misure, adottate evidentemente per contrastare e contenere la diffusione dell’infezione da Covid, sono prese a garanzia della salute pubblica ”ma esiste anche il diritto allo sport e all’educazione. La condizione vaccinale delle persone di minore età non può essere un discrimine al godimento di diritti costituzionali ampiamente sanciti e riconosciuti. Peraltro non esiste obbligo di immunizzazione per questa fascia di età ed essendo minori non hanno neanche facoltà di scelta” fa notare la Garante investita da centinaia di richieste di aiuto di genitori. Sono quasi 10mila quelli che, in tutta Italia, hanno cercato una interlocuzione col Governo e che oggi stanno avviando azioni legali perché rimasti inascoltati.

Gli stessi e altri ancora hanno scritto, e stanno ancora scrivendo, a Bianchi che nel rispetto delle proprie competenze – secondo la legge 26/2010 la Garante non ha alcun potere normativo sia primario che secondario – sta portando avanti, non da oggi peraltro e non solo per queste specifiche problematiche, una ”convinta attività propositiva e di sensibilizzazione verso i vari livelli istituzionali, evidenziando le molteplici criticità che stanno ancora vivendo le persone di minore età”.

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