Eurostat: in Italia oltre 6,15 milioni di disoccupati non cercano più lavoro convinti di non trovarlo

di Giulia Boffa
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GB – Gli ultimi rilevamenti di Eurostat dimostrano che più di 3 milioni di italiani vorrebbero lavorare ma non si impegnano attivamente nella ricerca di un impiego.
 

GB – Gli ultimi rilevamenti di Eurostat dimostrano che più di 3 milioni di italiani vorrebbero lavorare ma non si impegnano attivamente nella ricerca di un impiego.
 
In un’analisi concentrata sul terzo trimestre del 2013 è stato messo in evidenza come la percentuale di coloro che vorrebbero lavorare ma non cercano impiego in Italia sia stata del 13,1%. La percentuale è tre volte superiore rispetto alla media dell’Unione europea e, nel terzo trimestre del 2013, è salita su base tendenziale di 0,9 punti percentuali contro lo 0,4 registrato nell’Ue. Il dato  è infatti sensibilmente più basso in tutti i principali Stati europei: appena 1,3% in Germania, 2,5% nel Regno Unito, il 5,1% (a fronte di un tasso di disoccupazione del 26%), il 10,1% in Croazia.

Nel terzo trimestre 2013 in Italia i disoccupati  erano 2,84 milioni. Il tasso di disoccupazione era pari all’11,3%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima (in Ue nel terzo trimestre il tasso dei senza lavoro era al 10,5% in crescita di appena 0,2 punti). L’Italia presenta invece una percentuale inferiore alla media di part time involontari, con il 2,2% a fronte del 4% medio europeo (4,1% in Germania, 6% nel Regno Unito).

In Italia ci sono oltre 6,15 milioni di persone ”sfiduciate” sulla possibilità di trovare un lavoro, tra persone che risultano disoccupate (2,84 milioni nel terzo trimestre 2013 mentre a ottobre e novembre secondo i dati mensili si sono sforati i 3,2 milioni) e coloro che pur essendo disponibili a lavorare non entrano nemmeno nel mercato (3,3 milioni nel terzo trimestre mentre il dato mensile non è disponibile).

La sfiducia di trovare lavoro è condivisa da nord a sud, il pensiero comune è quello secondo cui per cercare lavoro non importa essere bravi, ma piuttosto conoscere le persone giuste.

Quello degli scoraggiati è un numero in forte crescita sia rispetto al secondo trimestre 2013 (+219.000), sia rispetto allo stesso periodo del 2012 (+234.000). Oltre due ‘scoraggiati’ su tre sono al Sud con 1,068 milioni su poco piu’ di 1,5 complessivi.

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