Eurostat, Italia agli ultimi posti per qualità dell’istruzione

di redazione
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L’Italia è fanalino di coda sulla qualità dell’educazione. Secondo i dati Eurostat, il 24% rientra tra i Neet, l’acronimo che indica colui non lavora, né cerca lavoro e neanche frequenta corsi professionali o universitari per avere maggiori possibilità di impiego. 

All’indagine dell’ufficio statistico europeo, sito Open.Online ha dedicato un articolo. Secondo la ricerca, nel periodo 2012-2017 preso in considerazione, l’Italia è il quarto paese con il maggior numero di ragazzi che lasciano prematuramente gli studi. Peggio di noi sono Spagna, Romania e Malta.

Non va meglio neanche se si abbraccia il campione nella formula più vasta rappresentata dalla fascia di età compresa  tra i 15 e i 29 anni, perché è proprio qui che rientra il fenomeno Neet. E l’Italia conquista l’infausto primato di battere tutti, persino Grecia, Bulgaria, Croazia e Romania.

Pure restringendo la platea, la tendenza negativa non cambia: nella fascia di età compresa tra i 30 e i 34 anni, la percentuale degli italiani che ha conseguito un titolo di studio universitario è solo del 26,9%: il dato peggiore dopo quello della Romania.

L’Italia è penultima anche nella percentuale degli occupati impiegati subito dopo la laurea. Peggio di noi è soltanto la Grecia, su cui pesa la recente crisi economica che ha fatto rischiare al paese membro addirittura l’espulsione dall’Unione europea.

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