In Europa mancano tecnici specializzati: la scolarizzazione di molti giovani disoccupati è troppo bassa

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Nei prossimi anni le imprese europee avranno bisogno di profili altamente qualificati che non riusciranno a reperire nell’attuale mercato del lavoro: si calcola che i posti vacanti saranno tra i 385.000 e le 700.000 unità. Se ne parla nel documento elaborato ed approvato la scorsa settimana dalla commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo.

GB – Nei prossimi anni le imprese europee avranno bisogno di profili altamente qualificati che non riusciranno a reperire nell’attuale mercato del lavoro: si calcola che i posti vacanti saranno tra i 385.000 e le 700.000 unità. Se ne parla nel documento elaborato ed approvato la scorsa settimana dalla commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo.

Esiste un grosso squilibrio tra domanda e offerta di lavoro che si registra nei comparti produttivi che impiegano tecnici specializzati e ingegneri, a fronte di milioni di giovani a bassa scolarizzazione e scarsa qualificazione professionale, che non riescono a trovare lavoro.

La relazione, contenente un’analisi dettagliata della situazione, è stata approvata con 30 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astensioni. Il testo sarà quindi sottoposto all’attenzione dell’assemblea plenaria del PE per essere discusso e approvato in una delle prossime sessioni.

 Gli europarlamentari della commissione (relatore Anthea McIntyre) hanno avviato la procedura legislativa nel settembre dello scorso anno con un’audizione pubblica, proseguita poi a novembre con l’illustrazione del progetto e il dibattito riguardante i 276 emendamenti presentati nel corso dei lavori.

 Durante questo periodo, la discussione di merito ha toccato tutti i punti salienti del programma comunitario con il quale si vuole provare ad affrontare e sconfiggere la disoccupazione, definita espressamente come la “più grande sfida sociale dell’Europa”.

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