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Età pensionabile ed aumento per adeguamento all’aspettativa di vita: chiarimenti

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L’aumento dell’età pensionabile per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT fino alla fine del 2026 non toccherà la pensione anticipata.

L’aumento dell’età pensionabile per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT è un meccanismo previsto ed introdotto dalla legge Fornero del 2012 che prevede, ogni biennio, un aumento dei requisiti di accesso alla pensione pari a 3 mesi. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Buonasera,

Sono nato l’1/3/1960, sono un dipendente pubblico e non sono un lavoratore precoce. Tempo fa mi sono recato ad un Patronato che mi ha detto che  maturerò il diritto alla pensione anticipata tradizionale con 42 anni e 10 mesi, già calcolata la finestra di tre mesi, l’1/11/2024. Nei giorni scorsi ho letto che con la Fornero c’è la possibilità che aumenti l’aspettativa di vita che io invece sapevo che sarebbe rimasta bloccata fino al 31/12/2026. C’è qualcosa di vero in quello che ho letto? Grazie e cordiali saluti.

Aumento età pensionabile

A prevedere l’aumento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita ISTAT è la stessa legge Fornero e l’aumento riguarda tutte le misure che permettono il pensionamento. L’aumento, quindi, tocca la pensione di vecchiaia, quella anticipata contributiva, quella di vecchiaia contributiva, ma non tocca, al momento, la pensione anticipata ordinaria e la pensione con la quota 41.

Le due misure, infatti, vedono i propri requisiti congelati fino al 31 dicembre 2026 e, pertanto, fino a quella data non subiranno aumenti per adeguamento all’aspettativa di vita. E’ normale, però, che trovi articoli in rete che affermano che la legge Fornero prevede tale aumento: se l’aspettativa di vita della popolazione italiana, infatti, dovesse aumentare (cosa che appare assai difficile a causa della pandemia in corso) a partire dal 1 gennaio 2023 alcune misure saranno interessate dall’aumento di 3 mesi dei requisiti di accesso.

E’ il caso, per esempio, della pensione di vecchiaia che potrebbe richiedere a partire da quella data 67 anni e 3 mesi anzichè i 67 anni attualmente previsti. Ma il pericolo non c’è per chi, come lei, accede alla pensione anticipata ordinaria che fino al 31 dicembre 2026 continuerà a richiedere gli stessi requisiti (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne)e non sarà interessata dall’aumento in questione.

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