Ad un Dirigente Scolastico che può dare ancora tanto alla scuola. Lettera

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Inviato da Daniela Agresta – “Dove c’è una scuola che funziona, c’è una società viva che si prepara al futuro”.

Partendo da questa citazione preferita dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Dott. Marco Bussetti, riscontrata sulla pagina Facebook, mi sento di dover esprimere con le parole, il mio grido di amarezza e non rassegnazione, come docente di scuola primaria di un Istituto Comprensivo, “San Francesco” di Palmi, una cittadina del Sud, in provincia di Reggio Calabria.

Sono Daniela Agresta, appassionata maestra di una classe III di scuola primaria, che esprime naturalmente il dissenso di un’intera collettività scolastica, fatta di persone, di personalità diverse, di situazioni, di famiglie, ma soprattutto di alunni, di futuri cittadini a cui deve essere garantito il diritto all’Istruzione, nei modi migliori previsti dalla legge dello Stato.

La nostra cara Dirigente Scolastica, dott.ssa Claudia Cotroneo, con noi da diversi anni, si è vista recapitare nel mese di febbraio, da parte dell’USR, la comunicazione di messa in quiescenza, a partire dal 1 settembre 2019, per raggiungimento dei limiti degli anni di servizio. Cito l’art. 1 della Legge n. 208/2015, art.1, comma 257: “Al fine di assicurare continuità alle attività previste negli accordi sottoscritti con scuole o università dei Paesi stranieri, il personale della scuola impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera, al raggiungimento dei requisiti per la quiescenza, può chiedere di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito per non più di due anni. Il trattenimento in servizio è autorizzato, con provvedimento motivato, dal dirigente scolastico e dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale…”.

La mia rabbia e il mio sconcerto nasce dal fatto che la mia Dirigente avrebbe ancora tantissimo da realizzare per il nostro Istituto e non le è consentito di farlo; la mia Dirigente ha lavorato una vita per la scuola, prima come docente e poi come dirigente in modo impeccabile, trascorrendo le sue giornate interamente a scuola, pur non essendo del posto ma a circa 40 km di distanza, e non le è più consentito di farlo; la sua presenza, le sue capacità gestionali e organizzative hanno consentito alla nostra scuola di crescere in modo estremamente positivo, in un territorio difficile e adesso non le è consentito più di farlo…

Mi chiedo, rifletto e vorrei tanto risposte plausibili: “Può solo un progetto in lingua straniera, seppur validissimo e importante, consentire ad un Dirigente di poter prolungare la sua permanenza a scuola, che ama non dico più della sua vita, ma quasi?

Può solo un mero discorso magari di carattere economico di trattamento, sminuire l’efficacia e la garanzia continuativa di un operato che garantirebbe a tutta la collettività di proseguire nei progetti, nella realizzazione di opere di abbellimento strutturale dei vari plessi, nel completamento di azioni lasciate in corso, e di molto altro ancora?

Può una scuola essere data magari in reggenza, come sta avvenendo purtroppo già in tantissimi casi, ad un Dirigente che non può garantire, se non presente costantemente e quotidianamente, la stessa efficacia operativa?

La scuola non è un’azienda che produce macchine; la scuola è la più importante agenzia formativa al fianco delle famiglie e assicurare una guida valida, forte e stabile, darebbe garanzia a tutta la squadra.

Risparmiamo su altro, ma non sulla scuola: la formazione delle donne e dei cittadini del domani è fondamentale e, insieme ai docenti, a fianco dei collaboratori, ci deve essere una persona che deve saper dirigere e guidare tutti, come in una grande orchestra.

Mi scuso, ma avevo la necessità di esprimere il mio rammarico e la mia gratitudine, che poi ripeto è corale, ad una persona davvero unica, la mia Dirigente Scolastica.
Grazie per l’attenzione

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