Estate 2020, 3 studenti su 4 rinunciano al viaggio di Maturità

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esame di stato maturità

Skuola.net – Dopo i 100 giorni e la notte prima degli esami, la pandemia toglie ai maturandi un altro dei rituali classici: il viaggio post maturità.

Per la maggioranza dei neodiplomati la tradizionale partenza di classe non ci sarà. Il motivo? La paura: tra chi rinuncia, in 2 casi su 3 a far saltare
ogni progetto è il timore del contagio. Ma anche per chi parte, i programmi sono diversi da quelli immaginati: ci si deve accontentare di destinazioni italiane e gruppi ristretti

È un must di ogni inizio estate. Ma quest’anno, soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria, per molti ragazzi resterà solo l’ennesima cosa a cui hanno dovuto rinunciare negli ultimi mesi. Stiamo parlando del viaggio di maturità. Secondo un sondaggio effettuato dal portale Skuola.net – su 2.000 studenti che proprio in questi giorni sono alle prese con gli esami, o che li hanno appena finiti – 3 maturandi su 4 hanno infatti già rinunciato a partire. Nonostante, in teoria, le condizioni attuali permettano di organizzare qualcosa anche last second.

A metterci lo zampino, come anticipato, sono soprattutto gli strascichi di quanto vissuto dal nostro Paese negli ultimi mesi. Altrimenti sarebbero stati molti di più i giovani diplomati che avrebbero imbracciato lo zaino o riempito la valigia per godersi qualche giorno di meritato riposo. Perché, laddove il viaggio salterà, in quasi la metà dei casi (43%) il Covid-19 è
stato il responsabile numero uno e per un altro 23% non è stato determinante ma comunque un fattore importante. Alla fine solo il 34% dice che non sarebbe partito lo stesso o che salterà la vacanza post maturità per ragioni indipendenti dal virus. La paura di esporsi al contagio il freno più forte: tra i rinunciatari causa Covid, il 40% ammette di non fidarsi ancora di allontanarsi da casa mentre il 20% non vuole far stare in pensiero i genitori. Senza dimenticare chi non partirà perché la famiglia è in difficoltà economiche: è così per circa 1 su 4.

Ma, nonostante tutto, qualcuno che dopo un periodo difficile vuole celebrare il raggiungimento dell’obiettivo diploma c’è lo stesso: un 25% che, viste le premesse, non è pochissimo. Anche se, pure a loro, la pandemia – tra timori e difficoltà negli spostamenti – ha imposto qualche cambio di programma. Il viaggio, per la stragrande maggioranza (70%), come prevedibile sarà in Italia. Una scelta che, però, molto spesso è stata un
ripiego: per il 66% dei vacanzieri che rimarrà entro i confini nazionali l’obiettivo iniziale era infatti quello di andare all’estero (cosa che farà solo il 30%). Non solo, almeno quest’anno dimentichiamoci le comitive di ragazzi in giro per le varie località; in 7 casi su 10 i ranghi saranno ridotti: il 53% partirà con un piccolo gruppo di amici selezionati, il 17% al massimo
con un paio di persone.

Sugli aspetti logistici, invece, l’impatto del coronavirus appare tutto sommato limitato. Confermando che a partire saranno solo i più temerari. Pur se, apparentemente, le scelte dei ragazzi porterebbero a pensare il contrario. L’alloggio sarà, in 2 casi su 3, un appartamento o una casa indipendente; mentre alberghi, b&b, villaggi, campeggi e ostelli – teoricamente più affollati – complessivamente raccolgono solo il 34% delle prenotazioni.

Così come 8 maturandi su 10 condivideranno la stanza da letto con poche persone e fidatissime (fidanzati, parenti, migliori amici). Ma, come detto, solamente 1 su 4 dice che tali scelte sono state dettate dalla precauzione. Lo stesso si può dire per gli spostamenti: solo il 36% userà un mezzo privato (auto, moto, ecc.); gli altri si divideranno tra aerei, treni, navi e pullman.

E, in un quadro così articolato, resiste anche un elemento di continuità col passato: è la destinazione preferita, immutata rispetto alla tradizione. Quasi tutti – l’80% tra chi rimane in Italia, il 63% tra chi andrà all’estero – hanno infatti puntato i posti di mare più gettonati.

Molto meno battute le città: le capitali europee attireranno solo il 18% dei rispettivi vacanzieri, le città d’arte italiane appena il 4%. Meglio fanno gli itinerari misti, tour fai da te che prevedono vari spostamenti: organizzati da circa 1 su 10, all’estero come in Italia.

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