Essere insegnante non è “18 ore e tre mesi di vacanza”. Lettera

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inviata dalla Prof.ssa Annalisa Barile   Sono una docente che ha avuto trasferimento dopo tanti anni, molti, troppi nel mio paese. Non sono fortunata come molti dicono perché ho girato per troppi anni l’Italia e sono una risorsa per la scuola italiana, ho vissuto scuole brutte ma anche scuole belle con dirigenze eccezionali e segreterie funzionanti.

Il mio iter è’ stato della generazione anni 80 quando si entrava tramite abilitazioni ( quasi inesistenti ) e concorsi bloccati. Ora sono a casa , nella scuola che sognavo che ho visto costruire, che ho visto crescere da lontano. Sono a casa ma ci sono tanti sacrifici.

Ora mi dicono sei a casa e lavori solo 18 ore e fai tre mesi di vacanza.

Facciamo un po’ i calcoli. 18 ore costruite minuto per minuto perché i ragazzi bisogna amarli come in un collegio ha detto la mia dirigente. I ragazzi si amano, i ragazzi sono diversi, hanno un diverso livello di apprendimento .

18 ore . Ma non finisce qua . Si torna a casa . Alcuni docenti devono affrontare viaggi per il rientro, altri hanno figli e devono viverli altri non hanno figli per scelta o perché la vita ha deciso cosi …. si torna a casa.

Dopo le famose 18 ore e si aprono libri , pc ..ci sono docenti che studiano di notte altri che mettono sveglia alle 4 di mattina per rendere avvincenti le lezioni e per studiarle.

Il nostro è’ un lavoro di testa …lavoriamo di entusiasmo . Q

uanto lavoriamo ? Sulla carta 18 ore settimanali ( eliminando impegni istituzionali pomeridiani ) realmente 10 ore effettive al giorno .

Questo è’ un lavoro che si ama e che una persona sceglie consapevolmente di svolgere, non si improvvisa dopo aver lasciato altre professioni perché si pensa che è’ semplice e basta l’ empatia ( si parla di empatia e di pedagogia spesso ma sono proprio quelle persone che non hanno seguito alcun percorso serio pedagogico universitario).

No, non lavoriamo 18 ore al settimana e i tre mesi di vacanza non esistono realmente.

Lavoriamo tanto e parlo di chi ama e ha scelto di essere insegnante e amare gli studenti. E a scuola non esiste lo show ! Non esistono teatrini ……. i docenti sono custodi di sogni, i docenti danno acqua a semi che diventeranno fiori meravigliosi.

I docenti non hanno bisogno di critiche perenni da parte di altri docenti, da parte dei genitori, da parte di alunni.

Un giorno questo ruolo era rispettato seriamente. È’ un ruolo istituzionale. Serio.

Noi abbiamo scelto!NOI ABBIAMO SCELTO DI ESSERE custodi DI SOGNI E MAI PERDEREMO L’ENTUSIASMO E LA GIOIA ! La nostra arma vincente è’ il sorriso, la condivisione, la collaborazione e donare sapere!

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