Espellere i genitori dalla scuola? Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Umberto Galimberti ha detto: “Espellerei i genitori dalle scuole, a loro non interessa quasi mai della formazione dei loro figli, il loro scopo è la promozione del ragazzo”, affermazione che molti hanno apprezzato e condiviso, forse perché hanno limitato la loro lettura a un livello di superficie.

La confusione, la mancata identificazione della posizione dei genitori negli organismi della scuola è da porre all’origine della radiazione auspicata; tesi rafforzata dalla loro partecipazione ormai insignificante. Chiariamo l’assunto. Il riferimento alla promozione indica, come ambito di riferimento, il Consiglio di Classe.

Si tratta di un organismo tecnico il cui mandato principale attiene al coordinamento didattico, funzione da cui i genitori sono
esclusi: sono presenti ma non hanno la possibilità d’incidere sulle decisioni. La loro mission si colloca altrove, nel Consiglio d’Istituto che è l’organo strategico del sistema scolastico, di cui hanno la presidenza e il 40% dei membri. Potenzialità non sfruttate: gli “indirizzi generali” non sono mai stati espressi sotto forma di obiettivi osservabili e misurabili”, per cui l’attività formativa è fuori controllo e la “programmazione dell’azione educativa” del Collegio dei Docenti non ha vincoli.

La presenza dei genitori nei Consigli di Classe assumerebbe una connotazione diversa se il Piano Triennale dell’Offerta Formativa fosse redatto correttamente; il terreno delle adunanze sarebbe nitido e la giustificazione delle scelte didattiche fatte dai docenti le caratterizzerebbero.
Rimane il quesito: perché la prevista corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia non è stata realizzata?

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