Esito del monitoraggio sulle indicazioni nazionali. Male le scuole non statali

di
ipsef

dp – Il ministero ha pubblicato gli esiti del monitoraggio sulle attività poste in essere dalle istituzioni scolastiche relativamente alle indicazioni nazionali. Sono state coinvolte 10.236 istituzioni scolastiche, di cui 5.986 istituzioni statali e 4.250 paritarie. Pessimi voti alle paritarie sull’aggiornamento e l’ampliamento dell’offerta formativa, l’integrazione degli alunni disabili e con cittadinanza non italiana e la formazione dei docenti.

dp – Il ministero ha pubblicato gli esiti del monitoraggio sulle attività poste in essere dalle istituzioni scolastiche relativamente alle indicazioni nazionali. Sono state coinvolte 10.236 istituzioni scolastiche, di cui 5.986 istituzioni statali e 4.250 paritarie. Pessimi voti alle paritarie sull’aggiornamento e l’ampliamento dell’offerta formativa, l’integrazione degli alunni disabili e con cittadinanza non italiana e la formazione dei docenti.

I risultati hanno messo in luce delle considerevoli discrepanze tra le scuole statali e quelle paritarie su molti aspetti proposti dal formulario somministrato dall’ANSAS.

Ad esempio nei quesiti riguardanti eventuali modifiche della piano dell’offerta formativa negli ultimi tre anni, la media nazionale è stata del 94% con la statale che raggiunge il 97%. Se si scende nei particolari e si guarda ai motivi che hanno portato alle modifiche del POF solo il 48% delle scuole paritarie ha apportato modifiche per un adeguamento ai nuovi bisogni formativi del territorio, a fronte di una media nazionale del 59%.

Non va meglio per quanto riguarda l’applicazione degli strumenti dell’autonomia. Se, da un lato, sia le istituzioni scolastiche statali che quelle paritarie hanno dichiarato di utilizzare complessivamente gli strumenti dell’autonomia (97% media nazionale), dall’altro, se si scende nel particolare, solo l’11% delle scuole paritarie ha avviato un’articolazione delle collegio in commissioni, a fronte di una media nazionale del 44% e del 67% delle scuole statali. Dato spiegabile, probabilmente, con un maggiore centralismo dell’istituzione paritaria incentrata sulla figura del dirigente, facendo coincidere il concetto di autonomia con il dirigismo.

Per quanto riguarda le domande legate al curricolo, cioè se le scuole hanno previsto attività di ampliamento dell’offerta formativa, la risposta è stata affermativa per il 96%. Ma, se si considera l’ampliamento dell’offerta formativa in tutti gli ordini di scuola, le scuole paritarie giungono ad un 49% contro il 94% delle scuole statali.

Nota dolente per quanto riguarda l’integrazione di alunni disabili e con cittadinanza non italiana delle scuole paritarie. Per tradizione nelle scuole paritarie da presenza di alunni disabili ha percentuali irrisorie. Nel rapporto pubblicato dal MIUR "L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità nel sistema nazionale di istruzione. Anticipazione dei dati 2010/2011", il 91,9% degli alunni con disabilità si iscrive nella scuola statale.

Se poi si guarda agli strumenti utilizzati per l’inclusione degli alunni disabili si potrà scoprire come solo il 68% delle scuole paritarie ha avviato dei percorsi didattici specifici, a differenza delle scuole statali dove la percentuale sale al 95%. Disastroso è il dato dell’uso delle tecnologie per l’inclusione degli alunni disabili, le paritarie si attestano al 9% a fronte di una media nazionale del 31% (dato già di suo poco rilevanti, come messo in evidenza in un precedente articolo)

Non va meglio con gli alunni non italiani. Solo il 36% delle paritarie avvia percorsi didattici specifici mentre nelle statali la percentuale è del 77%, con punte dell’89% nel Nord est

Per quanto riguarda la formazione dei docenti, aspettò sul quale ci si attendeva una maggiore attenzione, solo il 68% delle scuole paritarie hanno predisposto un piano di aggiornamento per i docenti mentre lo ha fatto il 93% delle scuole statali.

I dati li trovate sintetizzati qui

Per tutti i documenti (formulario, tabelle e nota metodologica) vi rimandiamo alla nota specifica del MIUR

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