Esami terza media: sì, no, con tesina o forse no. Si lede la credibilità della scuola. Lettera

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inviata da Francesca Arbitrio e Elisabetta Barbaro – Preg.mo Ministro Azzolina, siamo due docenti di Lettere della Scuola Secondaria di primo grado.

Noi adulti, impegnati nell’educazione e nell’istruzione dei ragazzi, conosciamo il valore di raggiungere un obiettivo.

Dona serenità, premia l’impegno, consola la fatica.

Crediamo che gli alunni abbiano vissuto queste emozioni come noi, soprattutto quest’anno.

La Scuola si è attivata fin da subito nel migliore dei modi possibili grazie ad alunni e docenti e genitori che non si sono risparmiati, con varie e diverse difficoltà per ciascuna categoria.

Frequentare la D.A.D. con attenzione ha creato nuove consapevolezze, sia nei discenti che nei docenti.

Le domande sussurrate sul Covid, le incertezze del domani che spaventa, l’insicurezza del presente hanno attraversato i cuori degli adolescenti e non solo i loro.

La scuola ha proposto modelli nuovi di apprendimento, fornito strumenti, idee.

I mesi di marzo, aprile hanno attraversato un oceano di tempo .

Ora , fino ai primi di maggio, il Ministero è stato sordo ad una domanda, richiesta da mesi : gli esami di terza media ?

Il Ministero è consapevole che ha silenziato il problema?

I ragazzi, quelli bravi e ce ne sono molti, hanno continuato a sperare in un  Esame finale, il primo della loro vita che permettesse loro di salutare il triennio in modo dignitoso.

Ma le decisioni prese, o non prese, intorno a questo esame sono diventate un’Odissea:
esame sì,
esame no,
esame scritto con invio di tesina .
Anzi no! Esame orale in modalità online
Tesina o forse no, meglio percorso scelto dai docenti con tema affidato agli alunni.

La scuola che valorizza le competenze, che orienta, che forma i cittadini del futuro, propone incertezze a pochissime settimane dal termine delle lezioni!

Se gli esami dovessero essere conclusi con la fine delle attività didattiche (ultima novità), di grazia come potranno gli alunni preparare un lavoro che li valorizzi e che permetta loro di dimostrare conoscenze e competenze come recita il decreto?

Ma questo non è svilire ancora una volta il lavoro dei docenti e discenti?

Questo non è ledere la dignità dello studio per gli alunni di terza che , malgrado le restrizioni dovute alla complessa situazione, avevano il diritto di avere il tempo per affrontare la prova ( che non è esattamente il lavoretto di Natale) con la giusta serenità, concentrazione e serietà?

La nuova normativa d’esame prepara la credibilità per la scuola di settembre.

Viceversa costruisce sulla sabbia.

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