Esami di Stato: gli studenti hanno scartato la traccia sui BRICS. Le tematiche geografiche non più svolte nella scuola secondaria di secondo grado

di Lalla
ipsef

Premessa di Paola Pepe docente di geografia di Palermo – Nell’ultimo mese uno degli argomenti più discussi fra docenti di geografia in alcuni incontri che ha organizzato l’associazione italiana insegnanti di geografia, è stato proprio quello proposto nella lettera che il coordinatore dei blog Aiig prof. Cristiano Giorda ha ricevuto da un collega di Biella.

Premessa di Paola Pepe docente di geografia di Palermo – Nell’ultimo mese uno degli argomenti più discussi fra docenti di geografia in alcuni incontri che ha organizzato l’associazione italiana insegnanti di geografia, è stato proprio quello proposto nella lettera che il coordinatore dei blog Aiig prof. Cristiano Giorda ha ricevuto da un collega di Biella.

Le sue parole, noi docenti le condividiamo in pieno e riteniamo di poterle proporre per fare una riflessione. E’ possibile che, a seguito del taglio generale delle ore di geografia nella scuola secondaria di secondo grado si preparino allievi che non hanno mai sentito parlare di BRICS e che nemmeno sappiano chiaramente definire cosa sia l’Unione Europea? Lo dimostra il fatto che soltanto l’1,3% dei candidati, avrebbe svolto la prova d’esame sui BRICS. Che tipo d’istruzione è stata progettata per i cittadini italiani? Riporto di seguito la lettera ricevuta dal collega per riflettere sull’argomento:

CONSIDERAZIONI SULL’ESAME DI STATO del Prof. Luigi Geddo 

(fonte: Blog Aiig Non si può parlare del mondo d’oggi senza conoscere la geografia )

Sono docente di Geografia da ormai 18 anni presso l’IIS "Eugenio Bona" di Biella, dopo 15 anni di insegnamento ai ragazzi del triennio da un paio di anni mi ritrovo, grazie alla riforma Gelmini, a insegnare a ragazzi del biennio. 

In sé non sarebbe un gran problema solo che, come tutti sanno, la parte di geografia economica che normalmente veniva spiegata su 3 anni ora deve essere spiegata in 2 anni ad un target di ragazzi ben diverso. 

Quindi, con la nuova riforma, la geografia che è comunque, a mio modesto parere, una delle materie più trasversali che si siano, viene di fatto esautorata dai piani di studio di tutte le scuole di’Italia; questo almeno per la parte economica, mentre rimane come geografia turistica nel triennio dei periti per il turismo. 

Alla luce di questa doverosa premessa vorrei fare qualche considerazione sell’Esame di Sato appena concluso. Ho avuto il piacere di essere presidente di commissione presso un Istituto Alberghiero e devo dire che mi ha fatto piacere vedere una traccia d’esame così "geografica" come quella sui BRICS. Ovviamente il piacere è durato solo il tempo di leggere la traccia perché nessuno dei 40 candidati ha svolto questo tema. 
Lo stesso caso si è presentato presso il Liceo Classico di Vercelli, dove mia figlia ha sostenuto l’esame e dove la tracci sui BRICS non è stata scelta e presso l’ITC Caimi di Varallo dove era commissaria mia moglie. 

Proverei a mettere due punti fermi: nel quinto anno i BRICS o sono spiegati dall’insegnante di Geografia, ma solo negli istituti tecnici economici a indirizzo turistico, o non sono minimamente accennati perché l’unico docente che potrebbe farlo è quello si storia ma deve già svolgere un programma così vasto che certo non arriva a trattare una parte così recente; per quanto riguarda altre materie non ve ne sono dove questo argomento possa essere trattato e soprattutto sviluppato nella sua complessità e nelle interazioni che scatena a scale diverse, da quelle locali a quella globale. Mi chiedo, e forse molti colleghi geografi se lo saranno chiesto, perché assegnare una traccia di questo tipo quando pochissimi sono stati in grado di svolgerla, sarebbe interessante che il ministero fornisse le percentuali di scelta delle tracce per avere un quadro completo, ma credo che le percentuali non si discosterebbero molto da quelle che riportato come esempio. 

Certo sarà un caso isolato o probabilmente al ministero non sanno quando e come vengono trattati certi argomenti, però una traccia come quella sui BRICS, argomento di geografia di Classe quinta del corso IGEA è stato di fatto non considerato per mancanza di conoscenza. Torno quindi a soffermarmi su quanto sia utile la geografia in tutte le classi degli istituti superiori e specialmente nel triennio. Si parla tanto di globalizzazione, sfide della globalizzazione, di effetti e decisioni da prendere a scala locale o nazionale in conseguenza dei processi di globalizzazione. ma se non vengono neanche più spiegati certi argomenti come possiamo aspettarci che i ragazzi di oggi possano capire tutto ciò? E che conseguenze ha questa mancanza di conoscenza sulle loro scelte di vita, sull’espressione della loro cittadinanza che è anche la dotazione di competenze per orientarsi e sviluppare progettualità nella complessità del mondo contemporaneo? 

Quando faccio orientamento scolastico i ragazzi  della secondaria di primo grado mi dicono che odiano le geografia perché la devono studiare a memoria (confini, montagne, fiumi , ecc…) io rispondo loro che le geografia non è la materia per "Chi vuol  essere milionario" ma è la materia che apre loro orizzonti e possibilità di capire altre culture e altri popoli, che è la materia più moderna che ci sia. Ma forse coloro che decidono cosa è importante per l’educazione guardano molto "Ci vuol essere milionario", e non ambiscono a una scuola che insegni a pensare e a interrogare i fatti e ad affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali del mondo contemporaneo. 

Grazi per l’attenzione e felice di cogliere altri pareri 

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