Esami di Stato. Commissioni troppo dure: è’ la terza prova ad abbassare il voto, dicono gli studenti

di redazione
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Se i ragazzi non hanno già terminato il loro esame di maturità, sono comunque giunti all’ultimo step, quello del colloquio orale. Circa 1 su 3 ci è arrivato abbastanza bene, posizionandosi in una fascia medio – alta con un punteggio che va dai 36 ai 39 punti arrivati dalle prove scritte. La prima sembra essere quella andata meglio, la terza quella invece andata peggio. Il motivo sembrerebbe da ricercarsi nelle domande troppo difficili pensate dalla commissione di circa 1 maturando su 5. Dati Skuola.net.

Se i ragazzi non hanno già terminato il loro esame di maturità, sono comunque giunti all’ultimo step, quello del colloquio orale. Circa 1 su 3 ci è arrivato abbastanza bene, posizionandosi in una fascia medio – alta con un punteggio che va dai 36 ai 39 punti arrivati dalle prove scritte. La prima sembra essere quella andata meglio, la terza quella invece andata peggio. Il motivo sembrerebbe da ricercarsi nelle domande troppo difficili pensate dalla commissione di circa 1 maturando su 5. Dati Skuola.net.

Commissioni troppo dure: per circa 1 maturando su 5 sarebbero le loro domande ad aver portato la terza prova al disastro. Tanto che per il 36% è proprio questa la prova scritta a essere andata peggio delle altre. E in ogni caso i ragazzi non sembrano aver brillato particolarmente in questa prima fase dell’esame: circa il 13% racconta di non aver raggiunto la sufficienza, 1 su 4 l’ha superata di poco. A parlare sono i dati di una web survey di Skuola.net su un campione di circa un migliaio di maturandi che ha potuto prendere visione dei quadri, una sorta di prima proiezione sull’esito degli scrutini.

Tutto sommato non può invece lamentarsi quel 29% che invece si è posizionato in una fascia medio – alta, quella tra i 35 e i 39 punti. Degno di menzione pure un altro 1 su 4 circa che è andato ancora più in alto, tra i 40 e i 44 punti, mentre un 6% è riuscito persino a ottenere il massimo. Confermata quindi la stessa tendenza del 2015.

Qualche cambiamento rispetto all’anno scorso lo troviamo invece sulla prova che ha messo più in difficoltà i ragazzi. Se, infatti, nel 2015 l’incubo dei maturandi è stato il secondo scritto con tutte le novità che l’hanno visto protagonista, quest’anno il disastro per i maturandi è arrivato soprattutto con il terzo. La prima prova si aggiudica di nuovo il primato dello scritto più semplice, quello in cui quasi il 38% dei maturandi è andato meglio.

In generale, se tra i maggiori problemi che i ragazzi hanno riscontrato nelle prove scritte ci sono appunto le domande scelte dai commissari per la terza prova, la maggioranza dà comunque la colpa del suo fallimento al Ministero: per 1 su 3 le tracce sarebbero state impossibili. Il 10% circa fa invece il suo “mea culpa” giustificando la difficoltà riscontrata negli scritti con la sua bassa preparazione per affrontarli. Il 19% non riesce proprio ad accettare la sua sconfitta: per lui nelle prove erano presenti argomenti non studiati a scuola. Un altro 13% crede invece che l’ansia gli abbia giocato un brutto scherzo generandogli un blocco. Più sfacciato un piccolo 5%: per lui se è andata male la colpa è dei commissari che gli hanno reso difficile copiare.

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