Esami di Stato 2015, terza prova con 4 o 5 discipline?

Di Lalla
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Arrivato il chiarimento del Ministero. Va bene terza prova anche con 4 discipline

Arrivato il chiarimento del Ministero. Va bene terza prova anche con 4 discipline

E' il quesito del giorno, la querelle degli Esami di Stato 2015, il tormentone delle commissione d'esame ligie alla normativa, ma che a volta da essa non vengono ripagati.

E' accaduto che nel corso dell'anno alcuni (e forse anche tanti) consigli di classe hanno deliberato di strutturare la simulazione o le simulazioni della terza prova degli Esami di Stato della secondaria di II grado, con 4 discipline anzichè 5.

Di ciò rimane traccia nel documento del 15 maggio, a disposizione della Commissione, che ne tiene conto per scegliere la modalità, la struttura e il numero di discipline della terza prova, che si svolgerà lunedì 22 giugno 2015 per tutti i maturandi di Italia.

Di solito la Commissione rispetta il lavoro del Consiglio di Classe e sceglie la modalità proposta, o tra le modalità se gli alunni sono stati abituati a barcamenarsi con le differenti tipologie di prova. Quali sono le tipologie della terza prova degli Esami di Stato.

La querelle del 2015. I consigli di classe hanno lavorato e deliberato sulla scorta dell'ultima ordinanza nota, la n. 37 del 19 maggio 2014, in cui si leggeva

"Si precisa che nella terza prova possono essere coinvolte, entro il limite numerico determinato nell'articolo 3, comma 2, del decreto ministeriale 20 novembre 2000, n.429, tutte le discipline comprese nel piano degli studio dell'ultimo anno di corso, purché sia presente in commissione personale docente fornito di titolo ai sensi della vigente normativa"

Questo ha autorizzato a strutturare le simulazioni anche con 4 prove e non con 5.

Cosa è cambiato. Il Miur quest'anno ha emanato la circolare con notevole ritardo, il 29 maggio. Ed ecco che per la terza prova l'indicazione è diventata

"Nella terza prova devono essere coinvolte, entro il limite numerico determinato nell'articolo 3, comma 2, del dm 429/2000, tutte le discipline comprese nel piano di studi dell'ultimo anno di corso, purchè sia presente in commissione personale docente fornito di titolo ai sensi della vigente normativa".

Il "possono" è diventato "devono" il 29 maggio, a ridosso del termine delle lezioni. Neanche il tempo di avvertire gli alunni, di strutturare un'altra prova?

E adesso il dilemma delle commissioni è: conta più l'astratta indicazione di una normativa tardiva (che impone le 5 discipline) o la concretezza del lavoro realizzato dagli alunni durante l'anno scolastico e che si trova nel documento del 15 maggio (spesso con 4 discipline)? Noi propendiamo per la seconda. 

Se è vero che gli alunni dovrebbero essere pronti ad affrontare la prova in ciascuna disciplina, una modifica dell'ultimo minuto potrebbre risultare dannosa per una prova che comunque è ancora molto temuta e che spesso fa registrare alti picchi di insuccesso.

Siamo sicuri che le Commissioni sapranno trovare le corrette modalità per giustificare, nell'uno o nell'altro senso, la propria scelta. A questo punto anche il Miur, dato che il caso è sicuramente nazionale, potrebbe intervenire con una nota di chiarimenti, in modo da evitare localismi.

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