Esami di Stato. Oggi va in scena la terza prova: un’incognita anche per i più bravi

di Giulia Boffa
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Oggi i maturandi affronteranno la terza prova scritta degli esami di Stato, il quizzone.

La prova consiste in una serie di quesiti – a risposta aperta e/o chiusa – su 4 o 5 discipline dell’ultimo anno.

La norma prevede diverse articolazioni: trattazione sintetica di non più di 5 argomenti, o quesiti a risposta singola; da 10 a 15 domande su argomenti riguardanti una o più materie; quesiti a risposta multipla (da 30 a 40 su argomenti di tutte le discipline dell’ultimo anno); non più di due problemi a soluzione rapida o due casi pratici e/o professionali. Può consistere anche nello sviluppo di un progetto che verta su più discipline. La tipologia di gran lunga più gettonata in passato è quella mista, con almeno 8 quesiti a risposta singola e 16 a risposta multipla su quattro discipline, il tutto per un’ora o massimo due. La mattinata verrà divisa in due turni.

Successivamente, membri interni e commissari esterni correggeranno tutti gli elaborati: due o al massimo tre giorni che si concludono con la pubblicazione dei risultati degli scritti. Chi non ha raggiunto almeno 29 punti tra scritti e credito di ammissione può evitare di presentarsi al colloquio, che vale al massimo 30 punti, infatti per essere promossi occorre raccogliere almeno 60 punti.

C’è anche la possibilità di integrare il punteggio: la commissione potrà anche utilizzare il cosiddetto “bonus” o assegnare la lode.
Il “bonus” da 1 a 5 punti potrà essere dato a quei candidati in possesso di almeno 15 punti di credito scolastico e 70 tra prove scritte e colloquio, in base a criteri oggettivi prefissati in sede di riunione dalla commissione.
Lo studente che parte con il punteggio massimo di 25 punti di credito, a cui la commissione assegnerà tutti i 45 punti a disposizione per le prove scritte e il punteggio massimo di 30 punti al colloquio, otterrà il più alto voto conseguibile, pari a 100 punti. A questi studenti meritevoli potrà essere conferita la lode, ma solo se in possesso di alcuni prerequisiti di ammissione agli esami, ossia aver ottenuto, nell’ultimo triennio, almeno “8” nel comportamento e in tutte le discipline all’unanimità dei componenti del consiglio di classe.

L’anno scorso solo un candidato ogni 200 è stato fermato agli esami, anche perché la maggior parte degli studenti viene fermata all’ammissione dal proprio consiglio di classe.

Questa sarà la penultima volta che viene proposta la terza prova: a partire dagli esami del 2019 sparirà per lasciare spazio solo a due prove.

Secondo un sondaggio di Skuola.net, però, la maggior parte dei docenti ha cercato di aiutare i propri studenti: il 21% dei maturandi già sa le materie su cui si dovranno cimentare e addirittura alcune domande tra quelle elaborate dalla commissione, il 17% invece è riuscito a sapere solo le materie, mentre un altro 20% ha avuto qualche indiscrezione – non così dettagliata – dai commissari interni durante l’anno. Il 42%, al contrario, non ha avuto questa fortuna e i propri professori hanno tenuto la bocca cucita non rivelando neanche il minimo indizio.

Anche se il clima respirato durante le prime due prove scritte lascia ben sperare i ragazzi che se proprio non sapranno rispondere ai quesiti probabilmente riusciranno almeno a copiare: il 64% ha detto che la commissione ha controllato ma senza particolare accanimento e l’8% addirittura che la commissione non ha proprio controllato, lasciando copiare piuttosto facilmente. Solo il 28% si è trovato di fronte commissari inflessibili e scrupolosi nel frenare qualsiasi velleità dei copioni.

 

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