Esami in presenza, una leggerezza buro-demagogica. Lettera


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Inviata da Maurizio Zucchellini – Apprendiamo dalla Ministra e dai giornali, quali sono le precise
indicazioni per lo svolgimento del “rito di passaggio” volgarmente chiamato esame di stato.

A tal proposito vorrei sottolineare alcune cose: 1) dei docenti over 60, diversi dei quali con malattie pregresse, non ci si preoccupa. Per decreto tutti in quella occasione saranno sani come pesci.
2) lo studente dovrà indossare la mascherina quando aspetta e sta
in silenzio, potrà invece toglierla quando esporrà oralmente il suo
percorso, una specie di free droplet, visto che la distanza sociale e’
stata ridotta da 5 a 2 metri.
3) per il suddetto non ci sarà la misurazione di temperatura, basterà
una semplice autocertificazione. Chi ne verificherà l’autenticità non
e’ dato saperlo.
4) se un docente, quel mattino ( e ci auguriamo di no) avrà la
febbre, dovrà forse autocertificare di non averla? Ovviamente per
non intralciare il percorso delle operazioni?
5) nello sfortunato caso (e ci auguriamo di no) di una persona
sospetta al coronavirus, si procederà alla messa in quarantena sia
del soggetto e di chi gli e’ stato vicino, come da prassi consolidata?
oppure per decreto si potrà annullare qualsiasi sintomo?

Ho sempre pensato che la centralità della scuola sia l’attività di
insegnamento/apprendimento. Secondo me, sarebbe stato
preferibile investire denaro e risorse professionali nel dare due
settimane in più di lezioni e formazione a tutti gli studenti, nonché
progettare il rientro a settembre in piena sicurezza, magari
anticipando di una settimana il rientro rispetto il normale calendario.
Come molti, penso che il virus non cambi la sua natura in vista di
particolari contesti pedagogici. Avendo insegnato nella scuola per
circa 40 anni, sono un testimone di come questa istituzione
formativa, abbia rappresentato una autentica alternativa e di buon
senso, alle idiozie del mondo esterno. Oggi con queste misure, mi
pare che la scuola stia procedendo verso una strada esattamente
contraria.

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