Esami III media, Giuliano: in commissione IRC/attività alternative ma non possono interrogare

di redazione
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Il decreto legislativo n. 62/2017, che ha riformato anche l’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, ha introdotto una novità relativa ai docenti di religione cattolica.

IRC in Commissione

I docenti di religione cattolica/attività alternativa, dal 2017/18, fanno parte delle Commissione d’esame di III media, sebbene non possano interrogare gli studenti, in quanto la disciplina non fa parte del colloquio.

Nonostante le numerose sollecitazioni, lo scorso anno scolastico, il Miur non è intervenuto e non ha fornito fornito indicazioni e istruzioni operative in merito.

La Senatrice del M5S, Bianca Laura Granato, è intervenuta sull’argomento, tramite un post su FB, ove informa di aver ottenuto una risposta dal Sottosegretario al Miur, Salvatore Giuliano.

Valutazione finale e pertacipazione esame di Stato

Il Sottosegretario, rispondendo alla Senatrice, ha esordito ricordando che i docenti di attività alternativa, come quelli di religione catolica, partecipano alla valutazione intermedia e finale degli studenti che si avvalgono di tale attività, deliberando sull’ammissione o non ammissione, come avveniva già prima della riforma.

I docenti di attività alternativa, come quelli di religione cattolica, ha concluso il Sottosegretario, fanno parte del consigli di classe e, secondo il suddetto D.lgs. 62/2017, partecipano agli esami e fanno parte della Commissione d’esame.

Ora attività alternativa

La Senatrice, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per la risposta di Giuliano, ha evidenziato che la novità (IRC in Commissione) rischia di creare disparità di trattamento tra gli esaminandi nei vari istituti, se non si adotteranno urgentemente disposizioni inequivocabili e concretamente attuabili sull’insegnamento alternativo all’ora di religione Cattolica.

Il rischio, secondo la Senatrice, è quello che gli studenti, che si avvalgono dell’insegnamento dell’attività alternativa alla religione cattolica, siano valutati negli esami del primo ciclo da un consiglio di classe con un membro in meno e questo certamente va a cozzare con il principio di pari opportunità declinato all’art. 3 della costituzione. 

La Senatrice ha poi evidenziato la necessità di disciplinare più efficacemente l’ora alternativa compiendo un passo avanti non più differibile nella direzione di una scuola laica, democratica e pluralista.  Così sarà possibile non fare sentire esclusi dal gruppo classe quelli che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica, facendoli sentire diversamente coinvolti in attività formative cui si conferiscono pari opportunità attuative.

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