Esami I grado 2019/20, requisiti: no invalsi e no limite assenze. Voto ammissione in base a percorso formativo

Esami di stato secondaria primo grado, tutti ammessi. Deroghe ai requisiti ordinari previsti dal decreto legge sulla conclusione del 2019/20 e sull’avvio del 2020/21.

Decreto

In gazzetta ufficiale il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato.

Nella decreto si prevede che, per il solo a.s. 2019/20, il Ministro dell’Istruzione con o una o più ordinanze può adottare specifiche misure relative alla valutazione finale degli alunni  e agli  esami di Stato nei casi e nei limiti indicati nel decreto medesimo.

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Vediamo cos’è previsto in merito all’ammissione agli esami di stato di primo grado, ricordando dapprima quali sono i requisiti ordinari prvisti dal D.lgs. 62/2017.

Requisiti ordinari

L’ammissione all’esame di Stato di primo grado, leggiamo nel decreto legislativo 62/2017, è disposta anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline e avviene in presenza dei seguenti requisiti:

  • aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le eventuali motivate deroghe deliberate dal collegio dei docenti;
  • non essere incorsi nella sanzione disciplinare prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998 (ove è si dispone l’esclusione dalla scrutinio finale per comportamenti connotati da una gravità tale da costituire un elevato allarme sociale);
  • aver partecipato alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte dall’Invalsi.

Requisiti 2019/20

L’articolo 1, comma 6, del decreto dell’8 aprile 2020, riguardo all’ammissione degli studenti all’esame di Stato di primo grado, dispone che per il solo anno scolastico 2019/20 si prescinde dai requisiti previsti dagli articoli 5, comma 1, 6, 7, comma 4, e 10, comma 6, del D.lgs. 62/2017.

Alla luce di quanto detto sopra, per l’ammissione agli esami:

  • non è richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • non si tiene conto dei livelli di apprendimento raggiunti, ossia si è ammessi anche in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o piu’ discipline;
  • non è richiesto lo svolgimento delle prove Invalsi;
  • non si tiene inoltre conto della disposizione (prevista sempre dall’articolo 6 del D.lgs 62/217) di non essere incorsi nella sanzione disciplinare prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998 (ove si dispone l’esclusione dalla scrutinio finale per comportamenti connotati da una gravità tale da costituire un elevato allarme sociale);
  • non si tiene conto della possibilità del consiglio di classe di non ammettere l’alunno in casi parziale o  mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o piu’ discipline.

In definitiva, tutti gli studenti sono ammessi a svolgere l’esame.

Voto di ammissione

Quanto al voto di ammissione  (in decimi) agli esami, si dovrà tener conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta. Ciò si evince da quanto previsto sempre dal succitato articolo 1/6 del decreto dell’8 aprile, ove leggiamo:

Fermo restando quanto stabilito nel primo periodo, nello scrutinio finale … del citato decreto legislativo, … si tiene conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta.

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