Esami di terza media e studenti in istruzione parentale (homeschooling)

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L’ordinanza n° 52 /03-03-2021, riguardante gli esami di Stato del primo ciclo di istruzione, contiene, tra l’altro, anche alcune novità per i privatisti. Si può dedurre che chi fa homeschooling, nelle intenzioni del Ministero, sia assimilato al privatista. Anche per loro è prevista un’unica prova orale nella quale verrà esposto l’elaborato predisposto dal candidato: nessuna disparità di trattamento per gli homeschooler.

L’articolo 5 dell’Ordinanza Ministeriale, specifico sull’istruzione parentale, contiene un rimando all’art.3 che presenta ulteriori novità positive, in un’ottica di “sussidiarietà” (art.118 della Costituzione).

In questo senso sono pregnanti  i seguenti passaggi:

  • Comma 1 “L’elaborato di cui all’articolo 2. comma 4 è inerente a una tematica condivisa dall’alunno con i docenti della classe e assegnata dal consiglio di classe…”
  • comma 4 “I docenti di classe, dalla data di assegnazione della tematica e fino alla consegna dell’elaborato, saranno a disposizione per il supporto per la realizzazione degli elaborati stessi, guidando e consigliando gli studenti.”

Nel cammino verso la piena “inclusività” che il sistema dell’istruzione sta percorrendo, queste sono delle tappe importanti: i docenti e il ragazzino in istruzione parentale dovranno interagire in due momenti, quello della “condivisione” della tematica dell’elaborato e quello della sua realizzazione.

Tuttavia, restano da concretizzare gli aspetti attuativi di questi due passaggi non scontati: si possono ipotizzare incontri specifici, a distanza, magari periodici, dapprima conoscitivi in funzione della scelta della tematica, e poi di supporto per la costruzione dell’elaborato.

Il colloquio si  estenderà all’accertamento del “livello di padronanza degli obiettivi e dei traguardi di competenza previsti dalle Indicazioni nazionali..” (art.2 comma 5). In particolare verranno accertati i livelli:

  1. della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento;
  2. delle competenze logico-matematiche
  3. delle competenze nelle lingue straniere

Nell’ordinanza non si fa specifico richiamo, per quanto concerne le prove INVALSI, ad un trattamento diverso per gli homeschooler rispetto a quello riservato ai frequentanti. Ergo, i due soggetti, in questo tema sono gestiti alla medesima stregua, ovvero le prove INVALSI non sono requisito necessario per poter accedere all’esame.

Nella strutturazione dell’esame 2020/2021 ci sono altri due punti caratterizzanti per l’homeschooling (istruzione parentale).

  1. Il tema dell’elaborato sarà assegnato dal consiglio di classe della sezione cui è in capo l’effettuazione dell’esame e individuato nel contesto del “progetto didattico-educativo presentato dall’alunno”.
  2. Per gli homeschooler non verranno certificate le competenze.

Con la specifica che il tema dell’elaborato è individuato dal consiglio di classe al quale la ragazza o il ragazzo  è assegnato, “tenendo a riferimento il progetto didattico-educativo presentato dall’alunno” (leggasi, dai genitori), e con l’estensione del colloquio all’accertamento degli obiettivi  posti dalle Indicazioni Nazionali, si pongono in luce due aspetti fondanti del sistema dell’istruzione/apprendimento e delle educazioni. Ovvero l’orizzonte comune e la personalizzazione; obiettivo, questo, tra i principali delle “Indicazioni” stesse.

Si evidenzia come la struttura concettuale degli artt. 30 e 33 della  Costituzione, dia stabilità logica al sistema.

Art. 30 “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”

Art.33 “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione….”

Da una parte si afferma il ruolo dell’istituzione statale nel delineare gli orizzonti di apprendimento/istruzione necessari e sufficienti  perché un soggetto possa essere cittadino consapevole e partecipe e nel contempo individuo equilibrato e libero; dall’altra si garantiscono gli spazi di personalizzazione e specificazione delle propensioni individuali.

Proprio questa ricerca di commisurazione tra le due categorie è uno degli obiettivi che il sistema dell’istruzione/apprendimento e delle educazioni si pone per consentire il “pieno sviluppo della persona umana”.

La famiglia espone il proprio progetto e la propria “costruzione” e l’ente pubblico, nella sede che la Costituzione gli assegna, esprime le proprie valutazioni in merito all’adeguatezza ed al livello di  conoscenza  e competenze raggiunti.

Art.33 “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale”

L’impostazione dell’esame di conclusione del primo ciclo, così com’è assunta quest’anno, implicitamente valorizza le varie forme di apprendimento/istruzione: informale, non formale e formale.

Art.3, punto 2, comma b “consente l’impiego di conoscenze, abilità e competenze acquisite sia nell’ambito del percorso di studi, sia in contesti di vita personale, in una logica di integrazione tra gli apprendimenti.”

Anche nei percorsi di homeschooling queste modalità sono praticate, in tanti casi, nel divenire delle attività, in un continuo intreccio nei vari campi d’indagine che vengono di volta in volta frequentati. La convergenza nella fase di valutazione di questi fattori, analogamente a quanto avviene in particolar modo quest’anno,  nella scuola (vedasi esame di maturità), consente di valorizzare quanto espresso dal Consiglio dell’Unione Europea nella raccomandazione del 22 maggio 2018:

La convalida dei risultati dell’apprendimento ottenuti con l’apprendimento non formale e informale potrebbe essere ampliata e potenziata, in conformità della raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell’apprendimento non formale e informale precedente, fino a comprendere processi di convalida diversi...”

L’ingresso, in termini concreti, nella prassi amministrativa, di modi altri di apprendere oltre a quelli formali, implica il riconoscimento di una evoluzione ineffabile del sistema.

Nel bene e nel male, al lordo degli innumerevoli nodi ancora intricati, si stanno delineando scenari composti da “oggetti” e “personaggi” che incidono in profondità sullo sviluppo e la crescita delle nuove generazioni e non solo.

E’ una tendenza che  sta  prendendo forza, ed ulteriori segnali a conferma si registrano, oltre che nella impostazione dell’esame di maturità, anche nei criteri per le valutazioni delle idoneità per i passaggi alla classe successiva.

Riguardo al rilievo di significato del punto 2, che segnala la  non certificazione, da parte della scuola, delle competenze per i “privatisti/homeschooler”, si sottolinea come invece questa funzione sia implicitamente attribuita ai genitori. Questo concretizza una coerenza con lo spirito dell’art.30 della Costituzione. Quando viene messo in capo ai genitori “il dovere ed il diritto di educare ed istruire i figli”, se ne attribuisce loro anche la responsabilità, la quale dovrà essere esercitata anche in questa circostanza.

La griglia di riferimento per la certificazione delle competenze, infatti, è caratterizzata principalmente dal concetto di continuità di rapporto scuola/giovane.

Esso consente all’istituzione di registrare il divenire individuale e di rappresentarlo quindi nella certificazione, compiendo un atto di responsabilità che gli  deriva dalla delega operata dai genitori nel momento in cui hanno scelto la scolarizzazione per i propri figli.

In Homeschooling nella gestione dei rapporti con l’”altro” fuori dalla famiglia, è la medesima che trasmette e rappresenta le competenze, le quali troveranno riscontro nella realtà.

Sergio Leali

Presidente de LAssociazione Istruzione Famigliare

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