Maturità 2020: studenti vogliono sostenere esame a giugno, soddisfatti della didattica a distanza

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Un sondaggio di Skuola.net ha chiesto a 3mila maturandi con quali modalità vorrebbero arrivare al diploma.

Grazie alla didattica a distanza la maggior parte è soddisfatta del progresso sul programma scolastico.

È quasi la totalità degli studenti di quinto superiore (95%) a volere che l’esame non venga spostato in avanti. Appena il 5% chiede di avere più tempo per prepararsi a dovere, rimandando le prove in estate inoltrata se non addirittura a settembre. Il 42% vorrebbe eliminare la seconda prova scritta – caratterizzante l’indirizzo di studi, la più insidiosa – e rimodulare lo scritto d’Italiano e l’orale in base al programma svolto in classe al momento dello stop alla didattica frontale; molto gettonata (38%) anche l’opzione che vedrebbe i maturandi cimentarsi solo con un colloquio orale (meglio se con un programma ‘congelato’ a prima del coronavirus), decisamente meno consensi (15%) per l’ipotesi di lasciare tutto così com’è – doppia prova scritta e orale – anche se venissero tenuti in considerazione i problemi che inevitabilmente ci saranno a causa delle lezioni da casa.

Tra le ragioni del loro atteggiamento ci potrebbe essere il fatto che, tutto sommato, lo stravolgimento generato dall’emergenza anche alla loro vita da studenti sta incidendo meno del previsto sulla marcia di avvicinamento all’esame: il 37% è soddisfatto di come procede la preparazione.

Il 48%, invece, confessa di essere andato poco avanti con i programmi ma non boccia del tutto il supporto che la scuola gli sta dando. Cosa, quest’ultima, che fa solo il 15% dei maturandi: l’8% si sta limitando a ripassare le cose già spiegate in classe, il 7% al momento neanche quello. Circa 4 su 10 sono fiduciosi che l’esame potrebbe essere addirittura più facile rispetto a quello affrontato da chi li ha preceduti.

Il 52% non si fa grandi illusioni, l’esame sarà più difficile e la preparazione non potrà che essere minore di come immaginavano.

Platea spaccata a metà anche su un’ipotesi avanzata da qualcuno nei giorni scorsi che prefigura l’ammissione all’esame di tutti gli studenti di quinto superiore, il famoso ‘6 politico’. Quasi la metà dei diretti interessati (45%) lascia intendere di voler essere valutato sulla base di quanto fatto negli ultimi cinque anni, scartando qualsiasi favoritismo per chi non si è impegnato a sufficienza.

Più di 9 maturandi su 10 sarebbero meno preoccupati sapendo di sedersi di fronte ai propri docenti e non a degli sconosciuti: il 58% vorrebbe tutti commissari interni, compreso il presidente; il 37% manterrebbe un presidente esterno, a garanzia della regolarità dell’esame; appena il 9% non cambierebbe la struttura mista attuale.

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