Esami di Stato secondaria II grado: via la tesina dal colloquio, spazio ad alternanza scuola lavoro. Cambiano i crediti, sparisce terza prova

di redazione
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Tutte le novità che la legge 107/2015 ha affidato al Governo e il cui schema di decreto è già approdato in parlamento insieme alle altre otto deleghe.

Tesina. Nel testo dell’atto del Governo n. 384 in cui si parla degli esami di Stato non figura alcun accenno alla tesina iniziale, piutttosto ci si riferisce esplicitamente ad una breve relazione sull’alternanza scuola-lavoro.

Il testo riporta: “Il colloquio ha la facoltà di accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente. A tal fine la Commissione propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera. Nell’ambito del colloquio il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola·lavoro svolta nel percorso di studi. Per i candidati esterni la relazione e/o elaborato ha ad oggetto l’esperienza di lavoro eventualmente svolta dal candidato.”

Nella circolare annuale pubblicata fino all’anno scorso sugli esami di Stato figurava invece: “Gli argomenti possono essere introdotti mediante la proposta di un testo, di un documento, di un progetto o di altra questione di cui il candidato individua le
componenti culturali, approfondendole”.

Una novità che era già stata annunciata nel 2014 dall’allora Ministro Giannini, Riforma Esame di Stato: le anticipazioni. Centrale il saggio breve, addio alla tesina

I crediti.

Nello schema di decreto tale punteggio è stato innalzato, al fine di dare maggior peso al percorso scolastico seguito dagli allievi.

Il punteggio massimo attribuile è di 40 punti, così suddivisi: massimo 12 punti al terzo anno; massimo 13 punti al quarto anno; massimo 15 punti al quinto anno.

Per i candidati che svolgono l’esame di Stato negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 la tabella, allegata allo schema di decreto, riporta la conversione del credito scolastico conseguito, rispettivamente nel terzo e quarto anno di corso e nel terzo anno di corso.

Le prove. Gli studenti non svolgeranno più 3 prove d’esame scritte più il colloquio, ma soltanto due prove scritte e il colloquio. In sostanza, viene abolita la terza prova predisposta dai docenti della commissione.

Oltre al numero, cambia anche la tipologia soltanto però della prima prova, che non prevede più 4 tipologie (analisi del testo, saggio breve o articolo di giornale, tema storico e tema di attualità) ma una soltanto.

Detta prova, volta ad accertare la padronanza della lingua italiana, le capacità espressive, logico – linguistiche e critiche del candidato, nella redazione di un testo di tipo argomentativo riguardante temi di ambito artistico,

letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. In definitiva, si eliminano tutte le tipologie, eccetto quella relativa al testo argomentativo (saggio breve).

La seconda prova, com’è tuttora, ha per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo culturale e professionale dello studente dello specifico indirizzo.

Per approfondimenti

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Riforma, dalla formazione e reclutamento al sostegno. I testi dei decreti in parlamento

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