Esami di Stato in presenza a Milano? Lettera

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Inviato da Cristiano Dognini – Le recentissime dichiarazioni del Ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, sembrano accreditare come più probabile lo svolgimento in presenza degli Esami di Stato, sia pur nel rito abbreviato del solo orale.

E quella del rito è appunto la sfera semantica cui afferisce il maggior numero di motivazioni addotte per sostenere tale scelta.

Pare infatti che l’Esame di Stato non sia più per molti “un traguardo fondamentale del percorso scolastico dello studente (…) finalizzato a valutare le competenze acquisite dagli studenti al termine del ciclo”, come si legge sul sito del MIUR, bensì un “rito di passaggio” e che per compiersi necessiti di alcuni atti materiali fra cui la presenza fisica. Sembra inoltre che molti studenti, attraverso appelli on line, chiedano a gran voce di sostenere la prova in presenza e non a distanza, come se un colloquio in presenza invece che a distanza non fosse idoneo a valutare le competenze e quindi fosse meno importante. Anche questa motivazione si legge spesso, il timore di togliere rilevanza all’Esame di Stato.

Con ogni evidenza, siccome le tesi di laurea e gli esami universitari sono in questo periodo on line, delle due l’una: o il diploma è molto più importante e ufficiale della laurea o sono tutte storie. La laurea on line sarà meno soddisfacente per il candidato, ma conserva la stessa rilevanza. Sicché pure l’Esame di Stato conserva la medesima importanza se svolto on line. Semmai la decisione di non svolgere le prove scritte e ridurre l’Esame a un colloquio potrebbe sminuirne la difficoltà, ma non certo la modalità da remoto.

Si è anche detto che a casa il candidato potrebbe ricevere suggerimenti, che l’Esame quindi non sarebbe “serio”, smentendo però il fine dell’Esame cioè accertare competenze e non conoscenze, perché una conoscenza si può suggerire, ma non una competenza.

A ben vedere, a favore dell’Esame in presenza nessuna delle argomentazioni addotte regge a una verifica attenta e solo comunicatori, che scommettono sulla quantità e non sulla qualità dei messaggi, potrebbero pensare che nessuno se ne avveda.

Al contrario, solo poche voci si alzano per segnalare i vantaggi di un Esame on line. In primo luogo i costi: considerato che la didattica a distanza è stata largamente applicata in molte scuole e soprattutto nelle secondarie di secondo grado, è molto più rapido garantire a tutti i candidati un accesso on line che non mettere in sicurezza le aule scolastiche.

In secondo luogo (e la metto al secondo posto solo perché mi sembra che questo problema sia meno sentito rispetto a qualche settimana fa), la salute dei lavoratori, degli studenti e delle loro famiglie. Considerato che non ci sono vantaggi reali a svolgere l’Esame in presenza, vale davvero la pena di mettere a repentaglio la salute pubblica? O comunque rischiare di vanificare molti degli sforzi fatti fin qui? Oltretutto un singolo contagio potrebbe costringere in quarantena l’intera commissione, magari a metà degli Esami che comunque dureranno una decina di giorni a commissione.

Infine la questione più grave, poiché l’Esame di stato debba essere potenzialmente uguale per tutti, la disparità di contagi per qualche regione rispetto alle altre dovrebbe indurre a una maggior cautela. Singolare è il caso della Lombardia: il giorno 24 febbraio 2020 con 174 casi accertati in tutta la regione, si decise prudentemente di chiudere le scuole. Senza voler entrare nella tempistica della cosiddetta Fase 2, giova notare che ipotesi di riapertura, fosse anche solo per gli Esami di Stato, si stanno facendo con un incremento giornaliero di 480 casi in provincia di Milano, sui circa 17.000 casi positivi, e 161 nel solo capoluogo lombardo che conta complessivamente circa 7.000 casi positivi. In pratica si pensa di riaprire con numeri molto più elevati di contagiati rispetto a quando si è chiuso.

E allora, o si consente un diverso svolgimento degli Esami (diverso nella forma ma non nella sostanza) in relazione all’andamento dei contagi per ogni territorio, o è decisamente più sicuro e tutelante svolgerli a distanza per tutti.

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